Pericolo per l’orsa KJ2, viva o morta dev’essere catturata


Simone Montuschi
Presidente

PERICOLO PER L’ORSA KJ2, VIVA O MORTA DEVE ESSERE CATTURATA

Non è passato nemmeno un anno dall’uccisione di Daniza, l’orsa più ricercata al mondo, accusata di aver graffiato un uomo nei pressi di Pinzolo (TR) perchè stava proteggendo i suoi due cuccioli. Un caso politico divenuto tragedia a causa di una rapida quanto superficiale presa di posizione degli organi competenti, nonostante ampia contrarietà della cittadinanza italiana e nonostate l’esitazione di parte della comunità scientifica e di chi di animali selvatici si intende. Daniza infatti fu uccisa da una dose narcotica scatenando non poche polemiche perfino da parte dell’Ordine dei Veterinari del Trentino.

MammaOrsa
Ora un nuovo incidente riapre le stesse polemiche, lo scorso 10 giugno un uomo è stato aggredito da KJ2, un’orsa adulta incontrata sulle pendici del Monte Bondone. Da una parte la giunta trentina intende catturare o abbattere l’orsa, dall’altra l’opinione pubblica, esperti del settore e lo stesso Corpo Forestale dello Stato cercano di salvarla dalla fucilazione o da una vita in prigione.

Da parte nostra condanniamo tutti gli errori di una politica affrettata e priva di contenuti la cui unica conseguenza grava sempre sugli animali. Crediamo siano possibili interventi non cruenti e che non vincolano la libertà degli orsi che vivono nelle montagne, in primis la messa in funzione di tutte le misure preventive e educative in favore dei cittadini già ampiamente comprovate in altre nazioni, in modo da favorire la normale convivenza tra noi e gli altri animali.

In Italia la caccia nei boschi nell’arco di un solo anno fa più vittime e feriti di tutti gli orsi che popolano l’intero pianeta, ma questo per le istituzioni non sembra essere motivo di abolizione di tale violenza.

Di seguito una breve cronistoria dell’intera vicenda.

TRENTO, 10 GIUGNO 2015 – Vladimir Molinari viene attaccato da un orso sulle pendici del Monte Bondone nei pressi di Cadine località del capoluogo trentino. A causa dell’agressione l’uomo riporta alcune lesioni al braccio, tagli in testa e ferite all’addome. Secondo una successiva ricostruzione dei fatti Molinari subì l’attacco mentre faceva footing sul sentiero sopra Cadine in compagnia del proprio cane che teneva al guinzaglio. “Stavo facendo footing..[..]..quando alle mie spalle ho sentito un rumore. Mi sono voltato e ad una decina di metri ho visto un orso, molto scuro, con gli occhi neri. A questo punto ho fatto quello che so bisogna fare in questi casi: sono rimasto immobile e ho agitato le braccia urlando. Quindi sono scappato ma l’orso in breve mi ha raggiunto, si è alzato sulle zampe anteriori e mi ha morso sulla testa

IL GIORNO DOPO l’agressione il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, all’interno di un Consiglio Provinciale straordinario in video conferenza con il Ministero dell’Ambiente e l’Ispra, annuncia: “Le decisioni che adotteremo sull’orso che ieri ha aggredito e ferito un uomo a Cadine di Trento saranno basate sullo stesso principio adottato lo scorso anno in agosto quando si verificò l’altra aggressione da parte di Daniza: di fronte ad un fenomeno che è dentro le logiche naturali si valuta la gravità e prima viene la vita e la sicurezza delle persone e poi viene la conservazione della natura
In seguito al caso e dopo la consultazione tra la Provincia di Trento, il Ministero dell’Ambiente e Ispra si stabilisce un piano di lavoro operativo per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’incidente, l’identificazione dell’esemplare responsabile dell’attacco e il monitoraggio del territorio da parte dei tecnici della Provincia di Trento.

ROMA, 16 GIUGNO – Il presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi e l’assessore provinciale Michele Dalla Piccola incontrano il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Dal confronto emerge che la Provincia di Trento “ha esposto nel dettaglio al ministro le azioni emergenziali messe finora in campo per garantire la pubblica incolumità. Il ministro Galletti, riconoscendo la coerenza delle azioni della Provincia rispetto al quadro normativo nazionale e comunitario ha messo a disposizione la collaborazione delle strutture tecniche di Ministero e Ispra, attraverso un tavolo permanente, per affrontare in modo strutturale le problematiche legate alla gestione dell’orso nel territorio delle Alpi centrali”.

TRENTO, 8 LUGLIO – La Lega Nord Trentino rende noto che presenterà una richiesta di referendum popolare contro la presenza dell’orso. Ad annunciarlo è il segretario Maurizio Fugatti, secondo cui “di fronte all’immobilismo della maggioranza e della giunta provinciale è opportuno utilizzare tutti i canali possibili per permettere ai trentini di tornare a vivere le loro montagne e i loro boschi come da sempre sono stati abituati“. (Ansa)

TRENTO, 14 luglio – La Provincia di Trento intende modificare le norme per la gestione degli orsi chiedendo al ministero dell’Ambiente più libertà in chiave preventiva e l’autorizzazione a prelievi e soppressioni di esemplari pericolosi. Lo ha annunciato il presidente Ugo Rossi precisando che “finalmente è arrivata dal ministero la disponibilità ufficiale a costituire una commissione tecnica per la gestione dell’orso“.
”Per prima cosa – ha sottolineato Rossi – è necessario modificare Pacobace, il Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso Bruno sulle Alpi Centro-orientali, in modo da effettuare, nel rispetto della specie protetta, prelievi e soppressioni non solo in caso di pericolo ma anche in caso di danni gravi ripetuti, per prevenire situazioni pericolose. Le direttive europee lo consentono“. (Ansa)

17 LUGLIO il parere del Corpo Forestale dello Stato sulla richiesta avanzata al Ministero dell’Ambiente dalla Regione Trentino di modificare il Piano d’azione per la conservazione dell’orso bruno: “Si mantenga lucidità, no a uccisione orsi. No a imbracciare i fucili contro l’orso. Bisogna mantenere i piedi per terra e guardare all’importanza della biodiversità che vede nella presenza dell’orso sulle Alpi trentine un elemento fondamentale..[..]..si ha il dovere di cercare un equilibrio per una convivenza con questo animale prezioso potenziando tutte le forme di mitigazione possibile” afferma Daniele Zovi, comandante regionale del Corpo Forestale dello Stato di Veneto e Friuli. “Del resto, fino a qualche anno fa la popolazione trentina ne era ben consapevole – continua il comandante dalla Forestale – tanto è vero che l’orso è diventato il simbolo del Trentino, il logo persino del trasporto pubblico. Bisogna invece educare la popolazione alla convivenza con l’orso – finisce Zovi – ribadendo quattro raccomandazioni fondamentali: 1) Non lasciare cibo in giro perché il cibo può attirare gli orsi; 2) Quando ci si inoltra nei boschi, camminare parlando o facendo rumore o utilizzando dei campanelli come si usa in Austria, perché l’orso che avverte la presenza dell’uomo automaticamente si allontana; 3) In caso di incontro fortuito con l’orso, allontanarsi lentamente; 4) Nel remoto caso di aggressione da parte di un orso, assumere un atteggiamento remissivo”. (AdnKronos)

22 LUGLIO 2015, L’ORSA KJ2 DEVE ESSERE CATTURATA O ABBATTUTA.
Durante i lavori della terza commissione provinciale a Trento riunita del presidente Mario Tonina, l’assessore Dallapiccola ha spiegato la strategia adottata assieme al presidente Rossi e che si sta proponendo al ministro per l’ambiente Gian Luca Galletti. Non si prevede di fissare una soglia numerica complessiva degli orsi per il Trentino, che paradossalmente potrebbe portare all’eliminazione di orsi «buoni» e alla libera circolazione di altri «cattivi», ma si vuole invece mano libera per intervenire nei confronti non solo degli orsi «dannosi», ma di tutti quelli «problematici», inclusi quelli responsabili di attacchi all’uomo o altri comportamenti gravi, Il plantigrado verrà rinchiuso nell’area del Casteller a Trento oppure abbattuto, a seconda di quanto suggeriranno ragioni di opportunità e sicurezza. (Quotidiano.net)

24 LUGLIO 2015: VOTATA RIDUZIONE NUMERO ORSI IN TRENTINO
Sarà ridotto il numero degli orsi presenti in Trentino: è l’obiettivo di una mozione presentata da tutte le minoranze, eccetto il M5s, approvata dal consiglio provinciale di Trento con il consenso della giunta provinciale. La mozione chiede all’esecutivo di concordare con il ministero competente un radicale revisione del progetto Life Ursus, che ha reintrodotto l’orso in Trentino. I recenti episodi di attacchi all’uomo hanno creato le condizioni per un’ampia convergenza sull’esigenza di contenere il numero degli orsi per renderlo “compatibile – ha spiegato il primo firmatario della mozione, Rodolfo Borga (Civica) – con la priorità della sicurezza per l’uomo”. La mozione è stata approvata con 31 voti favorevoli. Respinta, invece, la richiesta finale della mozione che proponeva di indire un referendum per conoscere l’orientamento dei cittadini sulla materia. La richiesta di consultazione popolare, ha annunciato la Lega Nord, sarà comunque depositata. (Ansa)