Buone notizie da Taiji


Simone Montuschi
Presidente

BUONE NOTIZIE DA TAIJI

I delfini provenienti dalla famigerata mattanza compiuta nell’isola di Taiji, in Giappone, non saranno più acquistati dall’Associazione Giapponese Zoo e Acquari (JAZA).

Secondo stime il 40% dei delfini catturati ogni anno nella baia di Taiji sono stati finora venduti agli acquari e delfinari giapponesi aderenti alla Jaza, il che significa che tale decisione infliggerà un duro colpo alla mattanza e ne segna l’inizio della fine. Un dato da calcolare soprattutto pensando che un solo esemplare catturato è venduto a un prezzo che può raggiungere perfino 100.000 dollari.

La decisione della JAZA arriva dopo che la più importante associazione che racchiude zoo e acquari di tutto il mondo, (la WAZA) si è schierata contro la caccia di Taiji e ha imposto all’ente nipponico una scelta: o con noi o con Taiji.

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Questo importante risultato è stato ottenuto solo grazie alle pressioni internazionali che per anni hanno chiesto a gran voce la fine di quella che si può considerare la più grande caccia al delfino compiuta nel mondo, una vera e propria strage che porta alla morte di migliaia di animali ogni anno.

Una mobilitazione che si è intensificata dopo l’uscita del documentario (premio Oscar) The Cove che ha portato alla luce questa crudele mattanza compiuta ogni anno da settembre a febbraio a Tajii, cittadina nella prefettura di Wakayama.

Le modalità di questa caccia sono terribili: centinaia di delfini vengono spinti a riva e sono entrambi selezionati per cattività o macellati per il cibo. Quelli selezionati per i parchi marini sono venduti in tutto il mondo, soprattutto in Cina. Una caccia che viene difesa come “tradizione”, ma che nasconde ovviamente un enorme business da diversi milioni di dollari per i pescatori e gli addestratori locali di delfini.

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Fonte: Dolphin Project