La Nuova Zelanda bandisce i test dei cosmetici sugli animali


Simone Montuschi
Presidente

LA NUOVA ZELANDA METTE AL BANDO I TEST DEI COSMETICI SUGLI ANIMALI

Il divieto di testare i prodotti cosmetici sugli animali avanza nel mondo. L’ultima in ordine di tempo è la Nuova Zelanda, dove è stata appena approvata una legge che vieta tale pratica nel paese. Un risultato al momento simbolico, considerato che non risulta vi siano aziende neozelandesi che eseguono questo genere di test. Tuttavia, la strada è spianata verso l’obiettivo di vietare anche l’importazione di cosmetici testati all’estero, considerata la contrarietà dell’89% della popolazione.

Un primo passo quindi, che richiederà ulteriori sforzi per ottenere il risultato già raggiunto in Europa, che ha fatto da apripista mondiale vietando dal 2004 la vendita di prodotti testati sugli animali. Dal 2009 sono vietati anche i test sugli ingredienti e dal marzo 2013 perfino la vendita di prodotti testati altrove.

 

Quella europea è una storia significativa di come le lobby industriali condizionino pesantemente la politica: il divieto di immettere sul mercato ingredienti o combinazioni di ingredienti testati su animali era stato previsto già da una direttiva del giugno 1993 e sarebbe dovuto entrare in vigore dal 1° gennaio 1998, tuttavia, è stato più volte rinviato a causa delle pressioni delle industrie cosmetiche.

3613281_mL’esempio positivo del vecchio continente è stato poi seguito da Israele (nel 2007 con il divieto di test interni, nel 2013 con il divieto di importazione di cosmetici testati), India (che nel 2014 ha vietato prima i test e pochi mesi dopo l’importazione di cosmetici testati) e dallo stato brasiliano di San Paolo, che a inizio 2014 ha vietato (per adesso) i soli test sul proprio territorio.

Discussioni sull’argomento sono in fase avanzata in molti paesi del mondo e si spera che a ruota sempre più si adeguino, seguendo l’esempio europeo.

Ricordiamo inoltre che siamo in attesa che il Parlamento Europeo si pronunci sulla iniziativa popolare Stop Vivisection, che potrebbe portare sostanziali cambiamenti riguardo la sperimentazione animale nell’intero continente.