Nutrie – chiediamo al Comune di Ravenna di non abbatterle


Simone Montuschi
Presidente

NUTRIE – CHIEDIAMO AL COMUNE DI RAVENNA DI NON ABBATTERLE

Abbiamo presentato un’Interrogazione al Comune di Ravenna per chiedere di fermare l’ordinanza che entro pochi giorni autorizzerà l’uccisione, anche da parte dei cacciatori, delle nutrie.

Assieme all’associazione C.L.A.M.A. chiediamo vengano presi in considerazione metodi sostitutivi come già accaduto in altre città, una fra tutte l’esempio di Buccinasco (MI),  dove le sterilizzazioni hanno dato risultati efficaci confermati dall’Ispra e dalla Regione Lombardia, al punto che sono in valutazione interventi simili in altri Comuni della stessa regione, oltre che in Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Toscana.

Da agosto, con la conversione in legge del decreto competitività, da specie appartenente alla categoria della ‘fauna selvatica’ la nutria è stata riclassificata come ‘specie nociva’, uno status che trasferisce le competenze per la gestione da regioni e province ai singoli comuni. Non soltanto: sulla base del mutato quadro normativo, una circolare interministeriale di ottobre 2014 definisce questi animali ‘infestanti e dannosi’, suggerendo che nei loro riguardi non sia nemmeno più applicabile la legge 20 luglio 2004, n°189, “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento di animali”.

Tesi ripresa dalla Regione Lombardia, che ha modificato la legge regionale sul roditore, consentendone la cattura e uccisione ‘con ogni mezzo’. Tuttavia, questa lettura ignora che la Corte di Cassazione con la sentenza 11606/2012 ha reso applicabili le norme penali a tutela degli animali anche a tutte le specie escluse da norme speciali di protezione. Questi animali possono quindi essere abbattuti ma non in modo cruento, altrimenti il reato di maltrattamento sarà comunque applicabile.

Le nutrie sono accusate di danneggiare con le loro tane gli argini di fiumi e canali e anche se a oggi non si hanno dati certi e i pochi articoli scientifici mostrano pareri e dati discordanti, potranno essere uccise, o meglio sterminate, poiché non vi è nessun limite al numero di animali cacciabili. Sarà consentita persino la cattura con gabbie trappola con successivo abbattimento, una pratica che provocherà stress e sofferenza.

Sono i Comuni ora ad avere competenze in merito alla gestione delle nutrie, e non più le Province e le Regioni. Ma, anche volendo procedere ad un intervento di contenimento della popolazione, ricorrere alle uccisioni è una soluzione crudele e non curante della sensibilità di un numero crescente di persone che chiede interventi non cruenti per risolvere eventuali problematiche legate alla presenza degli animali selvatici.

Come non ricordare sotto questo aspetto il piano di abbattimento dei daini proprio a Ravenna, tuttora osteggiato da forti proteste. Così come i daini, la cui popolazione è aumentata dopo una prima immissione accidentale nel territorio della Pineta di Classe, anche le nutrie, originarie del sudamerica, sono state rilasciate nell’ambiente, dopo essere state importate e allevate prima che il mercato della pelliccia di ‘castorino’ precipitasse.

Perché gli animali dovrebbero pagare con la vita errori compiuti da alcuni essere umani?