Quale futuro per gli squali negli oceani?


Simone Montuschi
Presidente

QUALE FUTURO PER GLI SQUALI NEGLI OCEANI?

Singapore Airlines introdurrà dal primo agosto lo stop al trasporto di pinne di squalo sui propri velivoli. Philippines Airlines, Air New Zealand, Air Pacific, Korean Air avevano già introdotto questo embargo, che altre 21 compagnie aeree internazionali stanno adesso discutendo. La recente scelta di Singapore Airlines, una delle più grandi compagnie aeree mondiali, riapre il dibattito e le speranze riguardo una crudele pratica che sta decimando gli squali e che è assolutamente urgente fermare al più presto.

Le pinne vengono tagliate dagli squali vivi, pratica nota come shark finning, poi rigettati in mare e costretti alla morte in agonia. Si calcola che fino a 70 milioni siano gli squali uccisi ogni anno per le loro preziose pinne, utilizzate come pietanza. Ogni pinna vale più di 500 euro al kg.

Circa il 10% delle pinne di squalo viaggiano per via aerea e la scelta delle compagnie aeree ha quindi un effetto deterrente importante. Ma se questa scelta viene da compagnie di bandiera ha un valore aggiunto: può essere un invito alla riflessione per governi che ancora non hanno preso in seria considerazione l’impatto e la crudeltà di questa pratica, che sta creando anche effetti dannosi incalcolabili alla vita negli oceani. Singapore è infatti uno dei 5 paesi di principale importazione ed esportazione delle pinne di squalo e la decisione presa da Singapore Airlines avrà effetti importanti. Circa 99 paesi nel mondo hanno vietato lo shark finning e altri hanno creato dei santuari marini per proteggere gli squali. In Europa questa pratica è stata vietata nel 2003 con alcune deroghe, eliminate in seguito con un importante voto del luglio 2013. Contrariamente a quanto si può pensare il finning non avviene infatti solo nei paesi orientali, che rimangono i principali consumatori delle pinne. Fino a poco fa il maggior esportatore di pinne verso Hong Kong e Cina è stata proprio l’Europa, che nel 2009 ha catturato il 17% delle quote di squali nel mondo. Tra decisioni occidentali e attivismo crescente nei paesi orientali, che sta influenzando decisioni politiche e concrete scelte di compagnie aeree, la speranza è quella di non vedere scomparire gli squali dagli oceani. Un cambio di rotta diviene urgente. È da una presa di coscienza collettiva che dipende il futuro di questi animali.
Fonti: Nature World News IBTimes