Daini di Ravenna – il nostro incontro con la Provincia


Simone Montuschi
President

Daini di Ravenna – il nostro incontro con la Provincia

Lunedì mattina, assieme al biologo Samuele Venturini, esperto di metodi non cruenti per il contenimento di animali selvatici, abbiamo incontrato il Dirigente del Settore Politiche Agricole della Provincia di Ravenna Antonio Venturi e il tecnico Francesco Galletti.

L’obiettivo è cercare di evitare il piano di abbattimento di una sessantina di daini presenti all’interno della Pineta di Classe e far approvare quelli che la legge 157/92 definisce metodi ecologici e a cui attribuisce una priorità nel controllo della fauna selvatica.

La realtà purtroppo però è ben diversa, questi piani di abbattimento sono frequentemente approvati in molte Province nonostante all’estero vi siano molti esempi di gestioni differenti, svolte con successo nel pieno rispetto degli animali.

La motivazione spesso si riduce a convenienze puramente economiche e come a Ravenna, si sceglie di procedere con le uccisioni di animali e le metodologie alternative non sono neanche considerate inizialmente per la mancanza di fondi da investire.

Cercando di essere propositivi abbiamo incontrato quindi la Provincia, proponendogli di richiedere i fondi erogati dall’Unione Europea con il progetto Life 2014-2020 e di attuare un piano di contenimento per il controllo della fertilità, con l’obiettivo di agire sul tasso di natalità lasciando gli individui in grado di difendere attivamente il territorio e favorendo nel tempo un decremento della popolazione di daini. Ciò comporta una maggior gestione a medio e lungo termine e un monitoraggio anche epidemiologico della specie. È un metodo innovativo su cui si sta investendo molto in America e che unisce politica, gestione faunistica, ricerca ed etica. Nel frattempo è possibile intervenire con metodi meno onerosi economicamente, come dissuasori sonori o luminosi e l’utilizzo di apposite piante repellenti che limitano la presenza dei daini in particolari terreni.

Le uccisioni di animali, oltre ad essere un metodo brutale, secondo Venturini “non portano alla completa soluzione del problema risultando sovente controproducenti (meccanismi di iperfecondità, immigrazioni, diffusioni di patologie, ecc.) e in un dispendio anche notevole di risorse economiche.”

Nel caso di sostegno a questi metodi alternativi, va inoltre riscontrato che la Provincia di Ravenna:

  • dimostrerebbe di voler procedere ad una soluzione più etica nel risolvere un problema riconducibile a cause umane e alla trascuratezza con cui è stato inizialmente affrontato. Gli animali si sono riprodotti in seguito ad un’immissione accidentale e si procede al loro contenimento solo in seguito ai primi danneggiamenti e alle conseguenti richieste di risarcimento, nonostante fosse prevedibile il loro proliferare vista l’assenza di predatori e la presenza di numerosi siti di alimentazione

• accoglierebbe le richieste delle moltissime persone che da tutta Italia si sono mobilitate in difesa dei daini, anche con passeggiate nei territori soggetti al piano di abbattimento, inizialmente previsto tra novembre e gennaio prossimo per quegli animali che dalla Pineta sconfineranno nelle aree agricole. Questa sempre maggiore sensibilità nei confronti degli animali non può essere sottovalutata

Rimaniamo contrari alla proposta della società ALFA 3000, proprietari del Safari Ravenna e dello zoo safari di Fasano in Puglia, e cioè la rilocazione degli animali in strutture riconducibili alla detenzione in cattività a scopo di intrattenimento. Con l’investigazione Safari Ravenna Dossier abbiamo cercato di mostrare il lato commerciale che si cela dietro a questi zoo, dove gli animali vengono esibiti e fatti riprodurre per essere mantenuti in cattività tra le auto dei visitatori.
Secondo Venturini inoltre la rilocazione degli animali non è consigliabile, “gli individui rimossi saranno rimpiazzati da nuove colonizzazioni dei rimanenti e secondo studi di letteratura scientifica, tale metodo può comportare una percentuale anche notevole di decessi dovuti allo stress, la manipolazione, la cattura e il trasporto, anche un anno dopo il traslocamento”.

Domani la Provincia terrà un incontro con i responsabili dello zoo e si esprimerà solo dopo ulteriori valutazioni.

Seguiremo ogni sviluppo e vi comunicheremo i prossimi aggiornamenti.

PER AVERE PIÙ INFORMAZIONI
Lettera Aperta alla Provincia di Ravenna: No all’uccisione dei daini