Emilia Romagna: Dimensioni minime ricovero per cani

Scritto il 25 Luglio 2013

Emilia Romagna: Dimensioni minime ricovero per cani

Martedì 23 luglio l’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna ha approvato un emendamento presentato dal Consigliere Luciano Vecchi (PD). Tale emendamento modifica uno degli articoli della Legge Regionale n° 3 del 29 marzo 2013 – approvata a seguito dello sciopero della fame dell’attivista Davide Battistini e della mobilitazione di molte associazioni animaliste che a tale sciopero ha fatto seguito – nota per avere introdotto il divieto di detenere i cani a catena.

La modifica NON riguarda questo aspetto, che dopo il periodo di sei mesi concesso per l’adeguamento, ovvero la costruzione di un ricovero, sarà di fatto vietato (a meno purtroppo delle ‘solite’ e a nostro avviso inspiegabili deroghe: “ragioni sanitarie, documentabili e certificate dal veterinario curante, o misure urgenti e solo temporanee di sicurezza“, che speriamo rimangano l’eccezione pur quanto ingiustificata ma non la prassi). Ad essere modificato martedì dall’emendamento presentato da Vecchi è stato un altro articolo della Legge Regionale n. 3/2013, quello che garantiva a tutti i cani “un ricovero i cui requisiti strutturali minimi non differiscano da quelli previsti per i reparti di ricovero ordinario dei canili e gattili autorizzati sul territorio regionale.” Ora queste parole sono state sostituite da altre più vaghe che richiamano “condizioni adeguate di benessere”. Trionfano molti cacciatori, che è risaputo spesso riservino ai cani utilizzati per questa pratica ignobile, spazi limitati e pochissimo movimento e che di conseguenza avrebbero dovuto apportare sostanziali modifiche ai ricoveri. Lo dimostra il comunicato di Luca Bartolini, consigliere regionale pro-caccia che aveva anche proposto un disegno di legge simile a questo emendamento.

Ma l’emendamento di Vecchi, verso cui avevamo consigliato di protestare, non dovrebbe essere in sostanza peggiorativo.

Infatti, nonostante un altro consigliere Mauro Manfredini (LN) i giorni scorsi allertava le associazioni animaliste sulla possibilità che l’emendamento stravolgesse ciò che ottenuto, Gabriella Meo (Sel-Verdi) e Marco Monari (Pd)  tengono ora a precisare che:

  • l’emendamento presentato dal Consigliere Vecchi e approvato “non cancella assolutamente l’obbligo per i proprietari dei cani di predisporre box adeguati per i propri animali”;
  • l’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna ha impegnato la Giunta Regionale ad approvare entro il 31 dicembre 2013, solo dopo la necessaria consultazione delle associazioni animaliste, il provvedimento che contenga le prescrizioni tecniche necessarie a stabilire, con riferimento ai box, quando essi siano idonei a garantire le citate “condizioni adeguate di benessere”.

L’emendamento Vecchi potrebbe essere stato approvato, in attesa delle indicazioni tecniche, per la difficoltà di equiparare i ricoveri previsti per i canili, che prevedono anche muretti in laterizio o cemento, reti inclinate di 45 gradi ed altri obblighi strutturali, con quelli invece che un privato dovrà adottare. Dalle rassicurazioni della Meo e di Monari non sembrano quindi essere messe in discussione le misure minime di spazio che forniscono ai tanti cani costretti a vivere una vita in un recinto perlomeno le piccole migliorie della recente legge che, seppur ancora limitata (se pensiamo al bisogno di socialità e movimento che hanno questi animali) sono un piccolo passo in avanti. Nei prossimi mesi continueremo a seguire i lavori dell’Assemblea Legislativa, con la speranza che non si voglia veramente peggiorare una legge che ha reso l’Emilia Romagna una regione all’avanguardia nel riconoscere ai cani un trattamento che esclude le condizioni di detenzione peggiori .

La prima in Italia ad aver abolito la schiavitù della catena.


Fonti:
AssembleaEmiliaRomagna.it
Geapress
Forlì 24ore