Siena: momentaneo stop della caccia alla volpe in tana


Simone Montuschi
President

volpe_11Contro l’imminente massacro delle volpi cacciate in tana si è alzato in piedi un intero paese. Secondo le decisioni della provincia di Siena doveva avere inizio il primo aprile l’operazione di riduzione del numero di volpi che nel periodo primaverile sono impegnate a nutrire e accudire i propri cuccioli. Un tipo di caccia molto cruenta dove intere famiglie di volpi vengono stanate e sbranate da frotte di cani ammaestrati a questo tipo di battuta, non esiste quindi molta possibilità di fuga per questi animali, per chi riesce in un primo momento a fuggire è presto raggiunto dai proiettili dei cacciatori.

E’ appunto da questi presupposti che tutte le associazioni animaliste italiane insieme ad una moltitudine di cittadini hanno cominciato azioni di protesta nei confronti del provvedimento emanato dalla provincia Toscana, lettere, mail bombing, telefonate, banchetti informativi nelle piazze. Tra i volti noti l’astrofisica Margherita Hack , la scrittrice Susanna Tamaro, il cantante Red Canzian e ancora tanti altri, il biologo Gianni Tamino, il filosofo Luigi Lombardi Vallauri, lo chef Simone Salvini, la conduttrice tv Paola Maugeri, l’eurodeputato Andrea Zanoni sottoscrivono una lettera-appello intitolata “Fermate la caccia alla volpe in tana: e’ crudele e sbagliata”, diretta alla Provincia di Siena e promossa dalla redazione di ‘Restiamo animali‘.

Bene, esce oggi la notizia che la provincia di Siena a fronte di questa mobilitazione ha deciso di bloccare la caccia alle volpi nelle tane, l’assessore all’agricoltura e alle risorse faunistiche Anna Maria Betti emana un rinvio di 30 giorni alla fine dei quali saranno valutati i futuri provvedimenti.
 Seppure l’intero distretto provinciale sia favorevole all’abbattimento delle volpi e dei loro cuccioli per motivi di: controllo della specie, danni alle coltivazioni, prevenzione di incidenti stradali, tutela e protezione del territorio e dei suoi equilibri, sappiamo molto bene come tutti questi motivi siano in realtà molto discutibili e spesso relativi a fattori di interesse dei cacciatori. E’ infatti vero che le volpi (introdotte nel nostro paese anche per poter essere prede dei cacciatori) rapinano l’uomo dei fagiani (altra specie introdotta per esser preda dei cacciatori).
In ultima analisi vogliamo esprimere il nostro disappunto nei confronti del tipico atteggiamento antropocentrico secondo il quale è idea ossessiva quella di dover inderogabilmente regolare e normalizzare a misura d’uomo ogni metro di bosco. Se è vero che esiste una sovrabbondanza di volpi non è certo per colpa di quegli individui che verranno abbattuti, di sicuro non si può affidare a dei cacciatori la risoluzione di un problema che a dir il vero non lo consideriamo nemmeno come tale.

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Fonte: Corriere della Sera

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