Sequestrati alcuni animali del circo Martini


Simone Montuschi
Presidente

Alcuni animali rinchiusi all’interno del circo Martini, la stessa impresa circense che deteneva il cucciolo di giraffa fuggito per le strade di Imola e in seguito deceduto nel tentativo di ricatturalo e sedarlo, sono stati sequestrati questa mattina a Monza, città in cui era attendato il circo, per alcune violazioni alle normative vigenti in materia di tutela degli animali.

“Giovedì mattina la Polizia Provinciale di Monza e Brianza e i nuclei di Guardie Zoofile Enpa di Milano e Monza hanno sequestrato una tigre, un leone, due istrici, tre coccodrilli oltre a due esemplari di volatili e anche due rimorchi, destinati al trasporto di animali. Il controllo al circo, attendato da qualche settimana alla periferia di Monza, ha portato alla denuncia del titolare del circo e del proprietario di numerosi animali, esposti nello zoo.” 

Per il momento non vi sono notizie sulla sorte degli animali anche se ci auguriamo, visto che il sequestro è stato convalidato dalla Procura della Repubblica, che venga trovata presto una sistemazione idonea per questi individui, provati da una vita di cattività.

Spesso purtroppo, gli animali sequestrati vengono comunque affidati alle stesse persone che li sfruttavano, complice anche la mancanza di luoghi idonei per ospitarli. Tuttal’più non potrebbero essere utilizzati negli spettacoli, che nel caso del circo Martini, consisteva nell’esposizione al pubblico nello zoo adiacente.

A volte gli animali oggetto dei più palesi e gravi maltrattamenti riescono a trovare una sistemazione leggermete migliore, ma purtroppo di sovente questa sistemazione coincide con la reclusione in un giardino zoologico. Serragli più grandi ma stessa logica antropocentrica: gli animali esistono per gli esseri umani.

E’ molto controversa questa questione, il trovare una sistemazione adeguata per questi animali. Eppure basterebbe davvero poco per risolvere queste problematiche. Affrontarle alla radice, intervenire urgentemente per migliorare la detenzione degli esemplari rinchiusi in condizioni più fatiscenti e istituire da subito un programma mirato ad abolire l’utilizzo degli animali nei circhi, vietando la riproduzione all’interno di queste strutture e contrastando le catture nel loro habitat naturale.

Una soluzione che a gran voce chiedono sempre più persone nel nostro paese, lo dimostrano le numerose ordinanze anti-circo adottate in sempre più città italiane, che pongono un divieto all’utilizzo di certe specie animali nei circhi, divieto che anche se non esteso a tutti gli animali, di fatto si traduce in un enorme ostacolo per le attività circensi. Il comune di Cagliari è solo l’ultimo, in ordine cronologico, ad aver avanzato una simile proposta per il 2013.

Una soluzione che a gran voce chiedono anche sempre più persone in tutto il mondo, e non a caso i governi di Grecia, Bolivia e  Perù hanno posto un innovativo ed etico divieto totale degli animali nei circhi mentre molti altri paesi, Paraguay, Colombia, Austria, Portogallo, Danimarca e Croazia hanno posto severe regolamentazioni, come appunto quella riferita alle specie selvatiche. Il governo Olandese pochi giorni fa ha espresso una simile volontà.

Forse i tempi sono maturi per un cambiamento che, anche se a piccoli passi, sembra puntare diritto all’obiettivo di superare questa crudeltà mascherata da divertimento.

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Fonti: Corriere della Sera.it GeaPress

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