NORVEGIA: agghiacciante investigazione sugli animali da pelliccia


Simone Montuschi
Presidente

Gli attivisti del Nettverk for Dyrs Frihet (Network per la liberazione animale) diffondono una nuova investigazione sugli allevamenti di animali da pelliccia, con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica ed ottenere un divieto che abolisca queste torture all’interno del loro paese. Le immagini mostrano volpi e visoni perennemente rinchiusi in spazi minuscoli, sottoposti ad una sofferenza fisica e psicologica devastante, con ferite e ulcere su varie parti del corpo. Animali con gli arti amputati, che barcollano sulla rete metallica che costituisce il pavimento della gabbia, altri che si aggrediscono fra loro o in preda a ossessionanti comportamenti ripetitivi riconducibili alla stato di cattività in cui si trovano.

 Attenzione: Il video mostra immagini molto cruente
 

 

Quì puoi vedere la galleria fotografica dell’investigazione

Immagini terribili che non trovano giustificazione da nessun punto di vista e che devono spingere ognuno di noi ad impegnarci in difesa di questi e di tutti gli animali.

Negli ultimi anni in Norvegia si è aperto un pubblico dibattito sull’abolizione di questi allevamenti e questo vero progresso etico, seppur non ancora raggiunto, è discusso in una nazione dove l’impatto socio economico di questa industria non è del tutto indifferente.

Questo è sicuramente dovuto alla serietà e alla responsabilità degli attivisti norvegesi, che già due anni fa divulgarono un’investigazione che ebbe una grande risonanza mediatica, dibattuta sui principali organi di stampa per settimane. 6000 persone il 13 novembre 2010 sfilarono congiuntamente in 8 diverse manifestazioni tenutesi in diverse città e quasi contemporaneamente, la Oslo Fashion Week (settimana della moda di Oslo), decise di non far sfilare alcun capo contenente pelliccia sulle sue passerelle e molti stilisti e case di moda lanciarono loro stessi un’iniziativa chiamata Mote mot pels (moda non pellicce).

Segni importanti di un mondo che lentamente cambia, non certo con la velocità di cui necessiterebbero gli animali imprigionati ma che ci fanno ben sperare e soprattutto devono essere uno stimolo per attivarci con sempre maggiore determinazione.

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Fonti:  Nettwerk for Dyrs Frihet

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