Orso muore per l’anestesia, dopo immissione radiocollare


Simone Montuschi
President

Il 12 giugno 2012 è stato trovato morto nei boschi trentini JJ5 l’orso bruno di 6 anni introdotto nelle Orobie Bergamasche tra il 2008 e il 2009. 
Chi ne seguiva i movimenti aveva deciso di catturarlo per permettere l’inserimento di un radiocollare ritenuto necessario per monitorare i continui spostamenti ma dopo essere stato catturato e anestetizzato (per consentire l’inserimento dell’anello), il cuore del giovane orso ha smesso di battere.
Responsabilità dei veterinari?
Puo’ essere, molto probabile, ma può anche non esserlo, non è compito nostro decretare responsabilità di questo tipo, tuttavia la nostra denuncia mira alla condotta e alle intenzioni delle autorità competenti.
E’ proprio il caso di monitorare sempre tutti e tutto, siamo così sicuri che gli animali e la natura debbano per forza avere le spalle coperte da noi? E’ forse indispensabile riporre telecamere, spie, anelli, collari, in ogni forma vivente? Monitorare non significa forse sorvegliare per intervenire, per interferire. Non è questa una forma di controllo e di dominio?
Dobbiamo sempre organizzare, pianificare, coordinare ogni ciò che per natura è autonomo e che per diritto non ci compete, come se un orso introdotto in un bosco fosse un marziano privo di istinti terrestri è che l’uomo debba per forza guidarlo, nemmeno ‘dio’ potrebbe frapporsi nel percorso di un animale mentre vagabonda nel proprio habitat.
Se proprio siamo d’accordo ad introdurre gli orsi bruni nei nostri boschi dovremmo farlo senza nessun pretesto di autorità, nessuna pretesa di gestione e di controllo perchè come in questo caso ogni qualvolta si ritiene necessario intervenire, occorre poi sempre catturare, spostare, curare, ammazzare (succede anche questo)…
Ogni dominio, anche quelle di una radio-onda, rappresentano una negazione del diritto di ogni creatura di vivere realisticamente libera.

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Fonte: Corriere della Sera

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