Unione Europea: No alla brevettabilità di piante e animali


Simone Montuschi
President
[10-05-2012]

Votata a maggioranza dal Parlamento europeo la risoluzione contro la
concessione di brevetti su piante e animali ottenuti con tecniche di selezione convenzionali. La recente decisione segue la richiesta da parte di alcuni Stati, in particolare del governo tedesco, di porre un limite ai riconoscimenti concessi dall’Ufficio brevetti europeo (UPO), con sede a Monaco, su varietà vegetali e animali prodotti attraverso selezione e incroci tradizionali.

A mobilitarsi contro l’Ufficio è stata la coalizione No Patents on Seeds!, in seguito al rilascio nel 2002 del brevetto industriale su una varietà di broccolo con più elevati livelli di glucosinolati, noti per le loro proprietà anticancro, ottenuti con l’impiego di marcatori molecolari e con particolari procedimenti di incrocio e di selezione. A seguito del ricorso delle multinazionali Limagrain e Syngenta, nel dicembre 2010 l’Alta camera dei ricorsi dell’EPO aveva emesso un parere secondo cui l’invenzione mancava dei sufficienti elementi di novità e l’incrocio sessuale tra due diversi genomi e la conseguente selezione di una nuova varietà era da considerarsi un processo essenzialmente biologico, quindi non brevettabile. L’azienda britannica titolare ha poi escluso dal brevetto sui broccoli il metodo di selezione ma, fino ad oggi, l’Ufficio europeo brevetti non si è ancora riunito per decidere se cancellarlo o meno.

La coalizione ‘No Patents on Seeds!’ ha raccolto circa 100.000 firme per veder cancellati i brevetti finora concessi, con la motivazione che, favorendo il monopolio di poche multinazionali sulla materia vivente, mettono a rischio la sicurezza alimentare, e hanno chiesto ai deputati europei una revisione restrittiva della Direttiva 98/44/EC sulla protezione legale delle invenzioni tecnologiche.
Con questo voto, il Parlamento plaude al parere dell’Alta Corte dell’UPO e chiede esplicitamente all’Ufficio di Monaco la corretta applicazione dell’Articolo 4(1) della citata Direttiva, laddove stabilisce la non brevettabilità delle varietà vegetali e le razze animali, nonché dei procedimenti essenzialmente biologici di produzione. Inoltre biasima la Commissione per la mancata elaborazione, dal 2005 in poi, del rapporto annuale sullo sviluppo e le implicazioni della normativa brevettuale nel campo dell’ingegneria genetica, prevista dalla stessa Direttiva, e quindi sugli impatti dei brevetti sui metodi di selezione per piante ed animali, compresa la decisione sul broccolo e sul pomodoro.

Fonte:   www.fondazionedirittigenetici.org

 

Troppo spesso le notizie riguardanti brevetti, manipolazioni genetiche, controllo della vita rimangono nascoste. Temi difficili a cui spesso non ci si interessa, lasciando le decisioni in mano ad esperti che pongono i propri interessi davanti all’etica ed al rispetto.

E’ terribile pensare che qualcuno possa brevettare un essere vivente e quindi averne il monopolio. Il parlamento europeo per ora ha votato contro la possibilità che questo accada. Crediamo sia necessario che ogni singolo individuo inizi ad informarsi su quanto le lobby agroalimentari e scientifiche stanno facendo al pianeta. Siamo parte di questa terra, non possiamo lasciare che la distruggano, e neppure che la reinventano nei laboratori per renderla più sfruttabile e funzionale al modello di produzione attuale.