337: non un numero, ma un pinguino che ama la libertà


Simone Montuschi
President

337 è come viene chiamato, è il  numero di matricola della sua etichetta. Lui è un pinguino della specie di Humboldt che ha deciso di scappare dall’acquario dove era rinchiuso il Sea Life Park di Tokio, dove viveva con altri 135 suoi simili. Dopo aver scalato una parete rocciosa alta 4 metri e superato la recinzione di filo spinato, è giunto al mare ed è stato fotografato mentre nuotava felicemente nelle acque limacciose che bagnano la capitale nipponica. Gli uomini della guardia costiera hanno per 82 giorni cercato invano di catturarlo.

Poi purtroppo la sua libertà gli è stata ristrappata. Ci hanno pensato due operatori del Sea Life Park a riprenderlo e rimetterlo in gabbia. Lui, il pinguino 337, era riuscito a far perdere le sue tracce. Si era ambientato bene, sguazzando felice nella baia di Tokyo, cacciando di giorno e trovando rifugio a riva di notte.

Poi gli incaricati di ricondurlo a casa sono riusciti a rimetterlo in gabbia a Ichikawa a causa di alcune segnalazioni di privati che hanno notato la sua presenza sotto un ponte sul fiume Edo.
Nonostante questa storia non abbia un lieto fine, e ora quel pinguino sia  nuovamente rinchiuso abbiamo deciso di raccontarla.
La felicità delle settimane trascorse fuori dallo zoo di Tokyo merita di non finire nell’oblio. E si accende la speranza che quella non sia la sua, e di altri, ultima fuga. E soprattutto la speranza e la gioia nel sapere che la cattività non sia riuscita a spegnere la capacità di vivere in natura e l’istinto di volerci provare.

La gioia di sapere che gli umani non siano riusciti a distruggere la selvatica bellezza di 337. In cui non vedremo mai un numero, ma un essere vivo, unico e speciale in quanto tale.
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Fonte: Corriere del Ticino

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