LEO e KORA due leoni più fortunati di altri


Simone Montuschi
Presidente di Essere Aniamali

Le belle immagini di questo video testimoniano il riuscito adattamento tra due leoni ospiti del centro tutela e ricerca fauna esotica e selvatica Monte Adone.



Il giovane Leo è stato gradualmente abituato alla presenza di Kora fin da quando era ancora molto piccolo e infine, a fine ottobre di quest’anno si è riusciti ad aprire il cancello che li separava e farli giocare insieme. Ora finalmente non sono più soli e possono trascorrere insieme le loro giornate sfruttando al meglio la nuova struttura a loro dedicata.

La storia di Leo e Kora è quella di tanti altri animali esotici, allevati in circhi e zoo o catturati in natura, detenuti legalmente o illegalmente al solo scopo di divertire il pubblico. La loro vita è però notevolmente migliorata da quando sono stati sequestrati e affidati alle cure del centro Monte Adone. Non più considerati meri oggetti di intrattenimento ma individui, accuditi al meglio dai volontari del centro e  non più costretti ai ritmi di chi vuole lucrare su di loro.

Il commercio di animali esotici e l’incentivo alla loro riproduzione in cattività è niente di più che una condanna ad una prigionia senza fine. Nessuno di questi animali può essere reintrodotto in natura per motivi più disparati. Molto spesso è l’abitudine all’uomo o la mancanza di insegnamenti paternali che permetterebbero di vivere allo stato selvatico o altre volte ancora la mancanza di fondi per trasportare questi animali al loro luogo di origine e prendersi cura di loro nel periodo di riadattamento.

Sia le strutture che compiono queste attività legalmente (zoo e circhi) sia chi lo fa illegalmente (come nel caso di Kora e Leo) incentivano e supportano questa spirale di sofferenza. Le leggi che regolamentano questo commercio sono studiate appositamente per permetterlo. Permetterlo in modo che sia perpetrabile nel tempo, mettendo freni quando le specie sono minacciate di estinzione ma permettendolo non appena il loro numero sale oltre il livello di sicurezza. La totale astrazione dall’individualità di ogni animale è quanto più evidente tanto più si approfondiscono le conoscenze di questi sistemi di “protezione”.

Gli animali non vogliono la nostra protezione, e non esiste nessun diritto naturale che ci da il potere di concederla o negarla. Se vogliamo ristabilire l’equilibrio tra le varie specie e tra le specie e i loro habitat dobbiamo, noi umani per primi, scendere dal trono su cui siamo appollaiati e da cui con troppa arroganza dispensiamo diritti e privazioni.