FINLANDIA: 2 attivisti rischiano il carcere per aver fatto un’ investigazione


Simone Montuschi
Presidente di Essere Aniamali

Nel 2009 l’organizzazione animalista finlandese Oikeutta Eläimille  ha pubblicato un’indagine sul settore suinicolo. In poco più di due mesi, trenta allevamenti di maiali sono stati documentati e l’investigazione è girata sui media nazionali, innescando un grande dibattito sulla condizione dei maiali all’interno degli allevamenti intensivi.

Le immagini di morte e la sofferenza che vivono gli animali, in spazi sporchi e angusti hanno causato una forte indignazione pubblica, ed in molti hanno condannato quelle immagini, chiedendo persino le dimissioni del Ministro dell’Agricoltura.

Ora dopo due anni i fatti si sono capovolti, un processo si sta’ aprendo ai danni di Karry Hedberg e Saila Kivelä che pubblicamente dichiarano di aver fatto quelle riprese perché ritenevano necessario fare uscire delle immagini dagli allevamenti finlandesi. Ammettendo che era l’unico modo per ottenere del materiale video veritiero sulla vita quotidiana degli animali dentro gli allevamenti.

Nulla è stato rotto, tutte le porte erano aperte ed i proprietari non si sono neanche accorti delle visite fino a quando l’indagine è stata resa pubblica.

I due attivisti sono accusati  per il reato di “diffamazione aggravata” e “disturbo della quiete pubblica”,  ha denunciarli è stata l’associazione degli allevatori di maiali. Il procuratore vuole pene dure che porterebbero Karry e Saila in carcere ed anche a pagare 180 000 euro di risarcimento agli allevatori.
Come se non bastasse,  anche l’associazione Oikeutta Eläimille è indagata per diffamazione aggravata. Il motivo? Aver pubblicato nella home page del loro sito i link dell’investigazione. Per il procuratore il solo aver dato spazio ad un video ottenuto con immagini prese illegalmente è motivo di reato, dimenticando che tutti i giornali nazionali e tv avevano i link nelle loro pagine web.

Gli attivisti sotto processo hanno chiesto di diffondere l’investigazione il più possibile, in attesa della sentenza che sarà fra due settimane.

Per ulteriori informazioni www.sikatehtaat.fi

Non si può incriminare chi documenta la realtà degli allevamenti, in questo modo le persone non potranno mai scoprire come vengono trattati gli animali e fare delle scelte. Senza dubbio la lobby degli allevatori, impauriti per la perdita di profitti sta’ spingendo le autorità a procedere, cercando di arginare chi compie e diffonde, quello che si vuole tenere nascosto. Sempre più gente grazie alle immagini di quello che accade normalmente all’interno delle fabbriche da dove provengono i prodotti che si mangiano, acquista coscienza, smettendo di consumarli e di crederli cibo.