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Tigre rinchiusa allo zoo safari di Ravenna | Maggio 2013

Tigre rinchiusa allo zoo safari di Ravenna | Maggio 2013

Nonostante ai giardini zoologici siano stati attribuiti compiti educativi e scientifici, la vista di animali prigionieri e costretti a vivere lontano dal proprio habitat naturale insegna solamente quanto possa essere misera una vita trascorsa in queste condizioni.

Gli arricchimenti ambientali e la realizzazione di recinti leggermente più ampi che permettono agli animali qualche minimo movimento non risolvono la problematica insita in queste strutture, che condannano gli esemplari rinchiusi a vivere giorni sempre uguali, circoscritti in uno spazio minuscolo se paragonato agli sconfinati territori in cui dovrebbero abitare.

Indipendentemente dalle dimensioni delle gabbie o dall’obiettivo che i giardini zoologici si prefiggono, la vita in cattività comporta privazioni e sofferenze che da un punto di vista etico non hanno nessuna giustificazione. Qualunque sia la motivazione adottata dagli zoo la riproduzione di animali che mai saranno rilasciati in natura dovrebbe essere abolita.

La nostra associazione ha realizzato un’investigazione all’interno dello zoo safari di Ravenna, l’ultimo giardino zoologico ad essere realizzato in Italia, definito all’avanguardia nel trattamento riservato agli animali.
Safari Ravenna dossier  mostra come anche negli zoo di ultima generazione gli animali siano condannati ad una vita priva di senso ed esibiti per la curiosità e l’intrattenimento del pubblico.

GUARDA il video dell’investigazione:

LA SITUAZIONE IN ITALIA

Non esiste un censimento ufficiale dei giardini zoologici italiani. Circa 88 strutture hanno richiesto la licenza ma il numero di quelle esistenti è in realtà maggiore. Questa confusione deriva dal fatto che nel nostro paese una legge del 1968 equipara certe attività fisse che detengono animali in cattività con i circhi e gli spettacoli viaggianti.

Solamente dieci tra questi giardini zoologici posseggono la licenza, tutti gli altri avrebbero dovuto adeguarsi agli obiettivi scientifici richiesti dalla legislazione europea pena la chiusura. La situazione è rimasta però immutata negli anni a causa della lentezza burocratica, della mancanza di fondi e soprattutto di luoghi alternativi adeguati alla sistemazione di questi animali, che non potranno mai essere liberati in natura perchè da troppi anni tenuti in cattività.

Orso prigioniero dello Zoo di Poppi (AR)

Orso prigioniero dello Zoo di Poppi (AR) | Marzo 2011

Se da una parte gli obiettivi scientifici degli zoo sono comunque eticamente condannabili perchè non tengono in considerazione le sofferenze dei singoli animali reclusi in nome della conservazione delle specie, in Italia in realtà la maggior parte delle strutture sono improntate esclusivamente su un business commerciale. Sono giardini zoologici con annessi parchi divertimento, in cui le condizioni di detenzione degli animali sono aggravate dal rumore e dal clima caotico tipico delle attrazioni da luna park o dalle automobili delle persone che visitano gli zoo safari. Moltissimi esemplari sono ancora detenuti in condizioni agghiaccianti, tuttora reclusi in pochi metri quadrati da decine di anni, in preda alla noia e all’apatia, che degenerano in comportamenti innaturali e ripetitivi.

COSA PUOI FARE

Non visitare giardini zoologici ed invita le persone che conosci a fare altrettanto. La curiosità di vedere un animale esotico o selvatico non deve essere necessariamente soddisfatta, a maggior ragione se lo condanniamo per sempre ad una vita opprimente. Esistono documentari che mostrano l’etologia e il comportamento delle varie specie libere in natura, realizzati nel pieno rispetto degli animali e senza interferire con la loro vita.

Essere Animali organizza conferenze nelle scuole, rivolte a bambini, genitori ed insegnanti invitandoli a visitare i centri di recupero fauna esotica e selvatica o i santuari per animali, luoghi che accolgono e curano animali feriti o salvati da situazioni di maltrattamento. Queste strutture non perseguono le finalità commerciali degli zoo e soprattutto non fanno riprodurre animali che non potranno mai essere reintrodotti in natura.