Maiali

L’ALLEVAMENTO

Chiamato intensivo o industriale è il metodo più diffuso per la produzione di carne di maiale. In Italia si allevano circa 9 milioni di maiali, l’Emilia Romagna e la Lombardia sono nel totale le regioni che contano più allevamenti. Sparsi nelle campagne, ormai industrializzate, sono visibili i lunghi capannoni in cemento, i silos per il mangime le enormi vasche contenenti i liquami. Nella sola Emilia Romagna si allevano circa 1.200.000 maiali in più di 1000 allevamenti mentre in Lombardia si contano 3000 allevamenti che imprigionano 5 milioni di suini. Queste strutture sono state create per ottimizzare i tempi di produzione, il che significa allevare più animali nel minor spazio possibile: le misure di questi spazi sono state studiate per consentire ai maiali la sola sopravvivenza. Inoltre un’alimentazione inadeguata, forzata e ricca di proteine fa in modo che il loro peso aumenti in tempi brevissimi.

GUARDA il video dell’investigazione:
Fabbriche di carne – Un viaggio negli allevamenti di maiali


→ Per avere più informazioni visita il sito dell’investigazione Fabbriche di carne

LE SCROFE

Nei capannoni di gestazione le scrofe vengono tenute chiuse in gabbie singole poste in interminabili file. Nello stesso capannone di gestazione, isolati, ci sono alcuni maschi. La loro presenza e un loro passaggio quotidiano nei corridoi servono per stimolare gli ormoni e il calore delle scrofe. Al termine del giro di stimolazione il verro viene condotto in una stanza dove gli viene fatto montare un manichino con una vagina artificiale, in cui il seme viene prelevato e in seguito analizzato, diluito in dosi e utilizzato per inseminare. Quando stanno per partorire le scrofe vengono spostate nelle sale parto. Rispetto al reparto gestazione la loro vita non cambia, non hanno spazio per muoversi o voltarsi e tutto quello che possono fare è solo alzarsi, abbassarsi e guardare le sbarre di metallo. L’unico stimolo rimane il cibo.
Il rischio di schiacciare i piccoli è altissimo; in natura la madre preparerebbe un giaciglio comodo di foglie e rami per accudire la propria prole. La pavimentazione costituita da grate di ferro o plastica, funzionale all’allevatore per ripulire le gabbie più velocemente, risulta terribile per i maialini che frequentemente rimangono incastrati con le piccole zampe nelle fessure provocando in alcuni casi la rottura degli arti nel tentativo di liberarsi. Chiaramente queste fratture non vengono in alcun modo curate per il semplice motivo che non interferiscono con la produzione. Dopo circa 2/3 settimane dalla nascita i cuccioli vengono allontanati dalla madre, questo distacco provoca in entrambe le parti un trauma indicibile. I maialini vengono trasferiti nel reparto ingrasso e per le madri ricomincia il tremendo ciclo. Tenendo conto che la gestazione dei maiali dura 4 mesi, vengono ingravidate 2 volte all’anno con la possibilità di partorire 12 porcellini per volta. La durata della vita di una scrofa dipende dalle sue prestazioni: viene uccisa appena ha problemi di parto, se si ammala o quando non partorisce abbastanza maialini. In media viene mandata al macello all’età di 2 anni dopo 3 o 4 gravidanze, se lasciata vivere in pace vivrebbe circa 18 anni.

I MAIALINI

Appena nati gli vengono inflitte alcune mutilazioni tutte funzionali all’allevamento. I maschi sono castrati con un bisturi o con un’apposita macchina, senza alcuna anestesia, questa dolorosa operazione viene fatta per non pregiudicare il sapore della carne qualora l’animale venisse ucciso dopo la pubertà, come accade per la produzione dei prosciutti. A tutti comprese le femmine, sia quelle che verranno mandate all’ingrasso che quelle destinate alla riproduzione, vengono strappati i denti canini per prevenire la possibilità di ferire i capezzoli della madre durante l’allattamento. Viene tagliata loro anche la coda, questo per ovviare alle devianze comportamentali dovute all’allevamento intensivo, che li porta a mordersi a vicenda.

L’INGRASSO

L’ingrasso dei maiali è fatto di molti passaggi da un reparto all’altro degli allevamenti. Da stanze chiuse in cui i piccoli, detti lattonzoli, sono in box con fondo traforato per favorire lo scarico delle deiezioni, fino alle porcilaie in cui i maiali al massimo del loro peso giacciono in mezzo allo sporco e gli escrementi. In ognuna di queste sezioni l’unico stimolo che questi animali hanno è il cibo, che arriva meccanicamente e riempie le mangiatoie. Gli animali lo sentono molto prima che arrivi. La mancanza di terra per grufolare, i ridotti spazi vitali e l’assenza di stimoli accresce a dismisura la loro aggressività che li porta
 ad azzannarsi fra di loro o ad avere comportamenti atipici quali il leccare continuamente le sbarre. Per limitare questi problemi l’allevatore mette dei copertoni o altri oggetti all’interno del recinto, nell’assurdo tentativo di creare agli animali un diversivo e farli sfogare. Alimentati con farine e cibi iper proteici raggiungono il peso stabilito (100-150 kg) in circa 7 mesi, il peso ed i tempi dipendono dal tipo di produzione per cui sono allevati.