Abbigliamento

visoneUno dei modi più comuni in cui gli animali vengono utilizzati nella nostra società è l’industria dell’abbigliamento, si tratta quindi di una delle attività economiche di sfruttamento animale che miete più vittime.
Molti tra quelli che oggi sono abiti nelle vetrine dei negozi prima erano il manto di splendidi animali.

 

Ogni anno vengono uccisi più di 60 milioni tra visoni, volpi, conigli, procioni e foche, costretti per tutta lo loro vita nelle gabbie di un allevamento o catturati con metodi cruenti nei loro ambienti naturali.

Ma la sofferenza si nasconde anche dietro alla produzione di pelle, lana, seta, piume d’oca.
Milioni sono le pecore che vengono allevate per la loro lana, tosate violentemente, fatte soffrire con pratiche come il mulesing e poi mandate nei macelli.
Milioni le oche che vengono spiumate vive per farne imbottiture e piumini.
Incalcolabile il numero di bachi da seta che devono essere uccisi per prendere il filo dei loro bozzoli.

COSA PUOI FARE

Per generare reali cambiamenti è necessario diventare consapevoli e responsabili delle proprie scelte.
 Ognuno di noi continuamente varca l’entrata di negozi e supermercati per fare acquisti. Siamo stati trasformati in clienti da un’economia consumista e le nostre scelte risultano determinanti.
La consapevolezza può guidarci, fuori dalle logiche di una società che ci vuole consumatori e consumatrici alla ricerca di una dimensione il più possibile indipendente e autosufficiente, verso l’autoproduzione e la responsabilità individuale.

I prodotti derivati dallo sfruttamento animale sono perfettamente sostituibili con prodotti alternativi, fibre vegetali e sintetiche: basta fare attenzione alle etichette.