Conigli tecniche di allevamento

Il coniglio domestico allevato deriva dal coniglio selvatico ancora presente nel bacino mediterraneo. Questi animali vengono allevati per produrre carne ma anche per confezionare pellicce. Esistono circa 44 razze che gli allevatori hanno suddiviso in base al peso, le principali razze da carne sono: Nuova Zelanda, Californiana, Gigante e Borgogna, mentre quelle da pelliccia sono Angora, Rex e Orylag.
Tuttavia la moderna conigli-coltura basa l’allevamento sugli ibridi commerciali, soggetti che derivano dall’incrocio di due o più razze per più generazioni e successiva selezione, onde fissare i caratteri e scegliere i soggetti migliori.
Tutto questo è ovviamente funzionale all’allevatore che ne trarrà vantaggi riguardo:

• maggiore prolificità
• migliore indice di conversione alimentare (più parti commestibili)
• migliore precocità di sviluppo
• maggiore resistenza alle malattie

Le Gabbie

Molto simile all’allevamento delle galline in batteria, possono essere a più piani o ad un piano unico.
La dimensione di ogni gabbia è di circa 20 x 35cm o 30 x 25cm alte 30cm, nelle quali vengono stabulati 1 o 2 animali. Il pavimento, come il resto della gabbia, è costruito da reti metalliche che permettono la caduta delle deiezioni; questo fondo crea disagi e fastidi alle zampe.
La vigente normativa in materia di benessere animale non disciplina dimensioni delle gabbie e densità per individuo. La realtà indica però che durante la fase d’ingrasso vengono stipati 12-15 animali per m2, misure che permettono ai conigli il solo girarsi su se stessi e l’alzarsi a malapena sulle zampe posteriori.

Riproduzione

All’interno delle latitudini europee, i conigli allo stato selvatico mostrano un ciclo stagionale di riproduzione ben definito: la maggior parte delle gravidanze avviene tra febbraio e agosto, con un picco a maggio.
Negli allevamenti dove l’etologia degli animali è stravolta si perseguono ritmi di riproduzione con accoppiamenti che vanno dai 10-12 giorni dal parto per gli intensivi ai 30-40 per gli allevamenti estensivi o rurali. A livello intensivo il numero di parti per fattrice all’anno è di circa 7-9, la durata della gravidanza è di 31 giorni, una femmina può arrivare a partorire fino a 14 conigli a parto. In media i riproduttori sia femmine che maschi vengono macellati all’età di 2 anni.

Inseminazione Artificiale

La quasi totalità degli allevamenti ingravida gli animali in modo artificiale. Questa è un’operazione totalmente snaturata e autoritaria che consiste nel posizionare la femmina all’interno di un tubo di plastica e immettere tramite siringhe o sonde (tubi di plastica) nelle vie genitali femminili il seme di un maschio scelto, preventivamente prelevato, raccolto tramite vagine artificiali o cateteri.

Lo Svezzamento

E’ il passaggio dall’allattamento all’alimentazione solida e consiste nella separazione della madre ai suoi cuccioli. Si effettua di norma a 28-30 giorni di età, la madre viene allontanata dalla nidiata che rimarrà nella stessa gabbia fino a 55-60 giorni prima di venire spostati e ricollocati in gruppi di 2-3 individui per gabbia.

Ingrasso e Finissaggio

E’ il periodo di tempo che va dallo svezzamento alla macellazione. In genere la fase di ingrasso dura 30 giorni e parte 2 mesi circa dalla nascita, mentre quella di finissaggio (termine tecnico che indica l’accrescimento del tessuto adiposo) conclude quando i conigli raggiungono il peso di 2,5 Kg chiamato brutalmente maturità commerciale.
A questo punto  gli animali vengono trasportati al macello a soli 11/12 settimane (3 mesi), se fossero lasciati vivere i conigli arriverebbero ad oltre 10 anni di età.
Nell’allevamento ciclizzato i tempi di ciascuna fase sono tutti programmati, l’uccisione di ciascun animale è prestabilita alla nascita.

Trasporto e Macellazione

Raggiunta la data X i conigli vengono prelevati dalle gabbie, posizionati in altri contenitori di plastica, caricati su un camion e trasportati verso la soluzione finale: il macello. Inutile spendere parole su quanto questo passaggio sia stressante e angoscioso per gli animali.
Arrivati al mattatoio, nei lunghi istanti prima di morire, vedranno sgozzare i loro fratelli.
L’uccisione avviene tagliando la gola con un piccolo coltello dopo aver stordito l’animale per elettronarcosi, scariche elettriche attraverso elettrodi in punti ben precisi della testa.