Etologia del coniglio

Questi sono i comportamenti istintivi e ordinari di un coniglio libero, in un ambiente naturale adatto alle sue caratteristiche etologiche. Questo è il benessere animale, totalmente distante dalle condizioni di allevamento, anche quelle biologiche, considerare meno cruente.

I conigli vantano un senso dell’olfatto molto sviluppato, possiedono circa 100 milioni di cellule olfattive (gli umani 30 milioni) e gli odori costituiscono il più importante mezzo di comunicazione, molti segnali sono trasmessi mediante la produzione di feromoni ed entrambi i sessi hanno ghiandole poste sul mento e sotto la coda che sprigionano queste sostanze. I feromoni portano informazioni riguardanti il sesso, lo stato riproduttivo e la posizione gerarchica.

Le grandi orecchie che si possono muovere in modo indipendente consentono la rilevazione di fonti sonore senza muovere la testa, la vista è buona ed il tatto è molto importante, le vibrisse poste sul muso aiutano il coniglio ad orientarsi nel buio della tana.
Il maschio usa i feromoni per segnare il territorio strofinando il mento sul terreno, i cespugli ed i rami. Le ghiandole anali sotto la coda, più sviluppate nel maschio, permettono di depositare la loro secrezione nel territorio attraverso le feci, che lasciate in cumuli hanno lo scopo di comunicare il proprio controllo del territorio a conigli non appartenenti al gruppo. Queste feci usate come ‘barriere di confine’ servono anche ad aumentare il senso di sicurezza ai conigli residenti. Lo sviluppo di queste ghiandole e la loro attività variano in funzione dello stato di dominanza.
I maschi adulti sono più aggressivi delle femmine e possono cacciare dal gruppo i giovani maschi, mentre è più facile che le femmine restino nel loro gruppo sociale originario. I maschi allontanati dal gruppo di origine possono inserirsi in altri gruppi o addirittura cambiare territorio, esistono anche dei maschi non appartenenti a nessun gruppo, come anziani scacciati da conigli più giovani o conigli con meno di un anno di età.
Ogni individuo all’interno gruppo ha una posizione sociale che rispetta un ordine gerarchico in cui gli animali dominanti hanno autorità su quelli sottoposti: la posizione di dominanza consente di avere accesso per primi al cibo migliore, ai rifugi e alle femmine.
Le femmine tendono ad essere più tolleranti fra loro, ma nel periodo della riproduzione possono subentrare conflitti con liti violente e morsi anche letali, per contendersi un determinato spazio, per fare il nido e partorire.

Ogni gruppo difende il proprio territorio marchiandolo e scacciando ogni intruso. Se l’individuo di un gruppo diverso invade il territorio e c’è uno scontro tra maschi, l’invasore può ritirarsi allontanandosi o fare atto di sottomissione.
I componenti di ogni gruppo frequentano anche un spazio più ampio detto home range che però non difendono. Gli home ranges dei diversi gruppi possono sovrapporsi.
All’interno della tana la femmina contribuisce maggiormente alla creazione dei sistema dei cunicoli sotterranei, mentre il maschio si occupa di difendere il territorio. Lontano dalla stagione riproduttiva l’intensità del comportamento in difesa del territorio diminuisce e i rapporti gerarchici tendono ad essere meno rigidi, è in questo periodo che i giovani maschi vengono accettati nel gruppo.
I conigli allo stato selvatico vivono in territori la cui ampiezza varia a seconda del numero di individui e alla disponibilità di cibo. In caso di abbondanti fonti trofiche, gruppi di conigli possono unirsi in vaste colonie di centinaia di animali occupando un territorio di molti ettari.
I gruppi più numerosi sono formati da due a otto adulti, in maggioranza femmine, e dai piccoli nati nel gruppo che verranno tollerati finché non raggiungeranno la maturità sessuale.
In condizioni naturali il periodo riproduttivo coincide con il clima più favorevole, quello che offre anche una maggiore fonte di cibo. I conigli possono andare in calore (come i gatti) più volte nell’arco di una stessa stagione. Va però ricordato che tale stagione è altamente dipendente dalle condizioni ambientali e in genere il tasso di ovulazione è più basso in autunno.
Questa stagionalità infatti è in gran parte legata al periodo di illuminazione in quanto le coniglie negli allevamenti che vengono sottoposte continuativamente ad un periodo di illuminazione di sedici ore, accettano il maschio e ovulano tutto l’anno.
L’ovulazione è indotta dall’accoppiamento, ciò vuol dire che ogni accoppiamento è ‘a colpo sicuro’, ovvero produrrà una gravidanza, dopo la quale basteranno solamente dodici ore perché la femmina ritorni fertile, questo ovviamente ad eccezione delle fasi iniziali e finali della stagione riproduttiva.
La gravidanza nei conigli dura circa trenta giorni e negli ultimi giorni (da due a otto giorni prima del parto) la madre prepara il nido ai nascituri, scavato all’interno delle gallerie del gruppo creando un tunnel con una sola entrata e a fondo cieco.
Il nido viene riempito con erba secca e foglie, poi spianate e ricoperte con il soffice pelo che la madre si strappa dall’addome e dai fianchi.

I piccoli nasceranno ciechi e glabri, saranno puliti, leccandoli, ed il cordone ombelicale e la placenta saranno mangiati, in questa fase può capitare, raramente, che la madre addenti parte del corpo dei piccoli uccidendoli o mutilandoli, questo comportamento è più frequente nei conigli domestici in situazioni di stress ambientale. Alla fine della pulizia la madre allatterà i coniglietti e si allontanerà chiudendo l’entrata del nido con della terra, tornando poi ad allattare i coniglietti solo ogni ventiquattro ore, solitamente durante le ore notturne, rimanendo nel nido circa tre minuti.
La copertura dell’uscita del nido e il breve e saltuario allattamento sono strategie per evitare che i predatori possano trovare i piccoli.
A circa diciotto giorni i cuccioli cominceranno a muoversi all’esterno, esplorando l’ambiente circostante ma ritornando immediatamente al sicuro al minimo rumore o movimento insolito. Dopo ventiquattro giorni la madre smetterà di allattarli e raggiungerà gli altri componenti del suo gruppo. Anche i coniglietti raggiungeranno il gruppo e diventeranno sessualmente maturi a circa quattro mesi, anche se il loro sviluppo scheletrico si completerà a nove mesi.
Il coniglio è in grado di ricavare da cibo di basso valore nutritivo la massima quantità di energia. Una caratteristica di questa specie è la reingestione di una parte delle loro feci. Recuperata direttamente dall’ano e ingerita, la parte di feci che viene mangiata è diversa dalle altre feci emesse: è più soffice e ricoperta di muco, viene chiamata ciecotrofo.
I conigli passano la maggior parte del giorno nei cunicoli sotterranei dedicandosi frequentemente all’attività di recuperare parte delle feci per ingerirle.
Il tempo passato in superficie, per lo più nelle ore di luce scarsa per evitare predatori, è quasi interamente impiegato a mangiare la maggior quantità possibile di vegetali, spesso di scarsa qualità nutritiva. I conigli assumono la quota di acqua necessaria con l’erba fresca. I loro incisivi crescono di circa 1-2 mm alla settimana e come tutti i roditori, se non vengono consumati rosicchiando regolarmente possono causare disagi e sviluppare gravi patologie. Questa intensa attività digestiva ed alimentare è una parte importantissima nell’equilibrio psicologico, oltre che fisico, del coniglio.

Saltare è una tipica azione dei conigli: un individuo di medie dimensioni può compiere balzi di 70 cm e correre fino a 75 Km/h. A seconda del grado di rilassamento il coniglio può riposare in posizione accucciata, con le zampe posteriori allungate lateralmente o posteriormente oppure sdraiato laterale con le zampe estese lateralmente. I conigli riposano per 12-18 ore al giorno ad intervalli di tempo regolari.
Per il grooming (pulizia del proprio corpo) i conigli usano i denti, la lingua e le zampe. Si leccano il mantello con movimenti della testa, si lavano il muso e le orecchie leccandosi le zampette anteriori. A causa dell’alta pressione predatoria, il coniglio è un animale che resta sempre allerta ed interrompe regolarmente ogni attività per verificare l’ambiente circostante, sedendosi od alzandosi sulle zampe posteriori con le orecchie tese in alto, alla ricerca di eventuali stimoli.