8 motivi per cui l’Italia deve abolire gli allevamenti di visoni

Scritto il 17 dicembre 2015

1 – Gli animali non toccano mai il terreno

visoni in allevamento italiano

Essere Animali

La vita dei visoni negli allevamenti si svolge completamente in una gabbia di poche decine di centimetri quadrati, fatta di rete metallica e sospesa dal terreno. I visoni nascono, crescono e vivono perennemente in queste gabbie, senza mai toccare il terreno o l’erba con le loro zampe. Vivere una vita sulle sbarre è fonte di stress e dolore.


2 – I visoni vogliono vivere in acqua, non in gabbia

Ocean fisching / 123 RF

I visoni in natura vivono nelle foreste vicino a fiumi, ruscelli, laghi, stagni. Sono infatti animali semiacquatici ed eccellenti nuotatori. Scavano le loro tane lungo le rive, le ricavano da tronchi cavi oppure abitano quelle abbandonate da castori o topi muschiati e creano dei giacigli con erba secca e foglie.
In cerca di cibo si immergono anche in profondità e possono nuotare per ore senza fermarsi, coprendo in un solo giorno distanze fino a 20 chilometri. Negli allevamenti l’unico contatto che possono permettersi con l’acqua è attraverso un beverino che ne rilascia poche gocce.


3 – La prigionia genera comportamenti stereotipati

Visoni_comportamenti_stereotipati

Essere Animali

La vita in gabbia e lo stress portano molti di questi animali a mostrare segni di cedimento psicologico, evidenziati dai comportamenti stereotipati, documentati nel nostro caso piazzando una telecamera nascosta vicino ad una gabbia. Quello che le immagini video hanno rilevato è un comportamento immutabile dei poveri visoni che tutto il giorno o quasi vanno avanti e indietro ritmicamente.


4 – La prigionia genera aggressività e ferite

visone ferito in allevamento italiano

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Più esemplari sono costretti a convivere nella stessa gabbia. Le conseguenze sono terribili: gli animali provocano lesioni al loro stesso corpo e spesso si mutilano, nel tentativo di porre fine al supplizio della prigionia. Aggrediscono e spesso uccidono i loro compagni
La vita a stretto contatto di animali che sono in natura solitari porta a gravi casi di aggressioni e ferite. In particolar modo nel periodo in cui i piccoli, tenuti fino a 5 in una gabbia, iniziano a crescere, questi fenomeni sono diffusi ed evidenti. Abbiamo trovato visoni con ampie ferite alla testa, alla coda, alle zampe.


5 – Gli animali vengono uccisi in camere a gas

camera a gas per visoni in allevamento italiano - Essere Animali

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L’uccisione dei visoni in alcuni allevamenti avviene ancora con l’utilizzo di tubo di scarico di un trattore all’interno di una camera a gas artigianale. L’uso dei fumi di scarico è legale, ma la difficoltà di creare concentrazioni sufficienti e precise di CO rende questo metodo insicuro, lento e doloroso per gli animali. I visoni, animali semi-acquatici ed evoluti per trattenere a lungo il fiato, restano minuti dentro queste camere a gas prima di morire. I graffi all’interno delle pareti della camera a gas da noi documentata provano i loro disperati tentativi di liberarsi.
Ogni animale dovrebbe essere gettato nella camera a gas solo dopo aver constatato la morte del precedente. Le immagini da noi ottenute in tre diversi allevamenti provano che questo non accade mai.


6 – Gli allevamenti non generano posti di lavoro

visoni in allevamento italiano - Essere Animali

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In Italia sono attivi poco più di 20 allevamenti di visoni. Quasi tutti sono a conduzione familiare o usufruiscono solamente di lavoratori stagionali nei mesi di novembre e dicembre. Un divieto di questa attività non andrebbe assolutamente ad avere grosse ripercussioni dal punto di vista occupazionale, al contrario di quanto dicono gli allevatori.


7 – In Europa la moda sta cambiando

Bob Strong / Reuters

© Bob Strong / Reuters

Le pelli degli allevamenti italiani vengono vendute alle aste internazionali, dove i principali acquirenti sono russi e cinesi. In Italia il consumo di pelliccia sta avendo un calo dell’8% annuo, mentre il 51% degli stessi operatori del settore intervistati per un’analisi di mercato dichiarano che prevedono per il futuro un ulteriore declino di mercato. Solo il 3% di loro prevede una crescita in futuro. L’Associazione Italiana Pellicceria spinge quindi per trovare mercato in oriente, dove ancora non è diffusa la coscienza animalista maturata da noi in diversi decenni, e a nascondere la pelliccia negli oggetti più inusuali, dai mobili per la casa ai portachiavi e gadget vari.


8 – Molti paesi l’hanno già fatto

© Stephan Morris / 123 rf

© Stephan Morris / 123 RF

Austria, Regno Unito, Olanda, Slovenia, Croazia e Bosnia sono le prime nazioni europee che hanno stabilito un divieto totale di allevamento di animali per farne pellicce. Due delle tre regioni in cui è diviso il Belgio hanno fatto lo stesso. In Germania una legge imporrà dal 1 gennaio 2016 l’allevamento di visoni a terra, rendendo anti-economica questa attività e costringendo a chiudere gli ultimi allevamenti. Una legge simile è applicata anche in Svizzera, in cui non vi sono infatti allevamenti di animali da pelliccia. Altri paesi come Danimarca e Svezia hanno vietato l’allevamento di volpi per farne pellicce.

L’Italia potrebbe essere il prossimo paese nella lista degli esempi virtuosi! Sono al momento ferme nelle Commissioni di Agricoltura e Sanità del Parlamento ben tre diverse proposte di legge al riguardo. La campagna VISONI LIBERI nasce per far conoscere questa crudele pratica e portare alla sua ABOLIZIONE.


VisoniLiberi.org