Il Rapporto Eurispes 2016 fotografa un’Italia animalista

Scritto il 28 gennaio 2016
italia animalista

Oggi a Roma è stato presentato il Rapporto Italia 2016 di Eurispes. Un appuntamento annuale che, tramite un sondaggio condotto su ampi campioni, mette in luce la posizione degli italiani su temi di economia, politica, attualità ed etica. E tra questi temi è inserito ormai da tempo anche quello degli animali.

Anche se ci sono dei cali su alcune tematiche, il Rapporto Eurispes 2016 fotografa ancora una volta un’Italia dove l’attenzione per gli animali e il sostegno ai loro diritti sono a livelli tra i più alti in Europa. Un’Italia che però si dimostra però troppo lenta a trasformare in avanzamenti concreti questa crescita di sensibilità.

Tra gli aspetti più interessanti da segnalare di sicuro l’aumento di vegetariani e vegani, che sommati rappresentano ormai l’8% della popolazione, con una crescita di circa 1,5 milioni di persone in più rispetto allo scorso anno che hanno deciso di mettere l’etica a tavola. Notevole in questo la crescita dei vegani, che secondo i sondaggi rappresentano adesso l’1% degli italiani. In aumento anche le persone che si oppongono all’uso di animali nei circhi e alla loro reclusione negli zoo. In calo invece i contrari a sperimentazione su animali, produzione di pellicce e caccia, con numeri tornati ai livelli del 2014, ma comunque su ogni argomento in netta maggioranza.

I dati Eurispes 2016 a confronto con quelli del 2015:

NO allevamenti di animali da pelliccia 86,3% – (90,7% nel 2015)
NO agli animali nei circhi 71,4% – (68,3% nel 2015)
NO alla sperimentazione animale 80,7% – (87% nel 2015)
NO alla caccia 68,5% – (78,8% nel 2015)
NO ai delfinari 56,3% – (64,8% nel 2015)
NO agli zoo 54,9% – (53,3% nel 2015)
SI all’accesso degli animali da compagnia nei luoghi pubblici 69,1% – (56,5% nel 2015)
SI anche nelle strutture ricettive 68,5 – (56,8% nel 2015)

Questi numeri non confermano solo quanto la maggior parte degli italiani sia contraria allo sfruttamento degli animali, ma anche quanto il nostro messaggio si stia diffondendo e l’impegno di tutti noi che ci battiamo ogni giorno abbia creato un cambiamento culturale notevole.

Oggi viviamo in una società dove evidentemente l’utilizzo di animali non è più visto con gli stessi occhi di prima. La sfida che dobbiamo saper affrontare con impegno e capacità adesso è quella di riuscire a trasformare questa forte sensibilità in un cambiamento reale.

E si tratta di una sfida su più fronti. Primo fra tutti quello delle scelte personali, in cui è necessario coinvolgere questa schiacciante maggioranza a comportarsi secondo la loro sensibilità e a coltivarla come valore, da tramandare soprattutto verso le nuove generazioni. L’altro è quello della politica, ancorata a vecchi stereotipi e incapace di dare il giusto peso a questi temi, che oramai anche i numeri di oggi, superiori alle medie europee, dimostrano essere di largo interesse.

Una sfida che non abbiamo timore di affrontare. Ogni giorno.


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