Dalla parte dei più deboli, a sostegno del progetto “Gorgona”

Scritto il 7 maggio 2015

Gorgona è un’isola che ospita un carcere e che, negli ultimi anni, è stata un importantissimo “luogo di sperimentazione”.

In essa si sono, infatti, sperimentate con successo nuove forme di convivenza tra umani e animali, di cui hanno beneficiato sia questi ultimi sia gli umani detenuti sull’isola, che attraverso tale convivenza hanno imparato, tra l’altro, il rispetto per i più deboli.

Recentemente il “Progetto Gorgona” è stato messo fortemente a rischio dalla decisione dell’Amministrazione Penitenziaria di bandire una gara per esternalizzare le attività produttive, dando così in gestione a un soggetto privato anche gli animali presenti sull’isola. Se accadesse ciò che fine farebbero tali animali, tra cui quelli, come la maialina Bruna, salvati dalla macellazione mediante un provvedimento di grazia caratterizzato da un altissimo valore simbolico?

È, quindi, essenziale lottare per evitare che il “Progetto Gorgona” venga abbandonato o ridimensionato!

In proposito si è registrato un primo importante fatto: Il Governo «è impegnato a valorizzare e promuovere buone pratiche come l’esperienza di reinserimento e recupero dei detenuti del carcere dell’isola di Gorgona attraverso attività con animali domestici». Lo ha stabilito il punto 21 della Mozione firmata da ventitre senatori fra i quali Amati, Cirinnà, Fissore e Granaiola (PD), Mazzoni e Bonfrisco (Forza Italia), De Petris e Petraglia (Sel), Schifani (Ncd), Repetti (Gruppo Misto), che è stata approvata martedì 5 maggio, con 170 voti a favore e solo 3 voti contrari, dal Senato.

«È un punto positivo di svolta per non far morire la positiva esperienza di recupero dei detenuti alla Gorgona così come le decine di animali come bovini, suini, pecore, capre, cavalli e galline che non devono essere utilizzati o venduti per la produzione e la macellazione dichiarano le associazioni LAV ed Essere Animali – il Ministro della Giustizia Orlando ora passi dalle parole ai fatti bloccando la cessione dell’attività di gestione degli animali sull’isola e recuperando intenti e professionalità che hanno consentito negli ultimi anni a questo carcere di essere un positivo esempio, a livello nazionale e non solo, per il perseguimento dell’obiettivo costituzionale del recupero dei detenuti e della tutela degli animali come previsto dal Trattato dell’Unione Europea».