Daini della Pineta di Classe – NO all’uccisione

Scritto il 17 novembre 2014
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DAINI DELLA PINETA DI CLASSE – NO ALL’UCCISIONE

La Provincia di Ravenna ha firmato la delibera che autorizza l’abbattimento di 67 daini, parte di una popolazione più numerosa che da anni popola la Pineta di Classe. Ancora una volta la politica istituzionale sceglie di gestire la problematica del contenimento di animali selvatici con la loro uccisione, una scelta eticamente inaccettabile e che ha suscitato molte proteste.

Già l’anno scorso l’impegno di tanti attivisti era riuscito a fermare momentaneamente il piano di abbattimento, motivato dal coinvolgimento degli animali in alcuni incidenti stradali e a danni alle coltivazioni.

Inoltre un dialogo si era aperto per valutare l’adozione di metodi non cruenti e con la collaborazione del biologo ed esperto di gestione faunistica Samuele Venturini, abbiamo proposto di valutare un piano di controllo della fertilità per favorire un decremento della popolazione dei daini e così salvarli.

Ma ora – sentito il parere dell’Ispra – la Provincia ha optato per l’abbattimento, per decimare da subito gli animali.

I metodi da noi proposti, che consistevano nel controllo della fertilità mediante sterilizzazione chirurgica e/o somministrazione di farmaci contraccettivi, sono stati giudicati per ora complessi, perché l’iter per rendere possibile il suo utilizzo non è immediato.

Siamo fortemente contrari al piano di abbattimento, che comporterà nei prossimi mesi l’uccisione di 67 daini e ci uniamo alle tante proteste che di nuovo si sono alzate per chiedere di non uccidere gli animali.

Il biologo Samuele Venturini e successivamente anche Fabio Dall’Osso, medico veterinario e dottore in Controllo della Fauna Selvatica (Centro Recupero Fauna Selvatica Otus L.I.P.U. Bologna), i due esperti da noi consultati, presa visione della documentazione, hanno comunque confermato l’esigenza di dover intervenire sulla popolazione dei daini della Pineta di Classe per contenerne il numero.

L’eradicazione, secondo noi da compiersi esclusivamente con metodi non cruenti (abbiamo infatti inviato anche alla Provincia un documento che attesta la nostra incontrovertibile posizione etica), nasce dalla mancanza negli anni precedenti di interventi non cruenti volti a limitarne da subito il numero, dopo un’immissione accidentale di alcuni esemplari in un ambiente per loro favorevole, con accesso al cibo e assenza di predatori naturali. Quindi questi animali anche se appartenenti ad una specie alloctona in Italia era presumibile che proliferassero.

Di fronte a questo scenario abbiamo riflettuto molto su da farsi e ci siamo trovati dinanzi a due possibilità:

  • abbandonare il tavolo di discussione con la Provincia, non essere più i referenti per i metodi non cruenti, come gesto di protesta verso la scelta di uccidere gli animali
  • continuare comunque il dialogo sull’approvazione di metodi non cruenti – non scartati a priori dalla Provincia per futuri interventi sulla stessa popolazione di daini – nonostante questo piano di abbattimento ponga la nostra associazione e la Provincia di Ravenna su posizioni etiche e politiche assolutamente inconciliabili

Abbiamo scelto di continuare il percorso per i metodi non cruenti e per accedere a eventuali fondi erogati dall’Unione Europea e a fondi di bandi regionali, per portare avanti questo oneroso progetto. Ci stiamo tuttora operando per entrambi.

“Il caso dei daini della Pineta di Classe rappresenta una situazione molto delicata ma dalle potenzialità interessanti per poter giungere a una convivenza pacifica tra uomo e animale. I metodi ecologici sono un’alternativa molto valida su cui investire tempo e risorse perchè lo scopo è quello di poter risolvere eventuali conflitti tramite la collaborazione degli Enti preposti (Pubbliche Amministrazioni, Associazioni, Cittadini, ecc.) per raggiungere cosi il fine comune di tutela non solo dei daini ma anche delle persone. E’ per questo che metto totalmente a disposizione le mie competenze scientifiche nei riguardi della Provincia per continuare insieme la strada dei metodi non cruenti.” Samuele Venturini

Questa nostra decisione è stata presa gettando lo sguardo oltre l’immediato avvenire, dove in un territorio come la Pineta di Classe di Ravenna è necessario un intervento a lungo termine per evitare che la popolazione di daini negli anni sistematicamente aumenti e con essa i piani di abbattimento.

Non soprassedere sulla questione per noi ora costituisce un gettare le basi verso un progetto a lungo termine, che crediamo possa essere un valore aggiunto per tutti gli animali in vista anche di eventuali altri interventi di gestione della fauna selvatica in altre regioni.