Rimini: nessun imbroglio faccia riaprire il Delfinario!

Scritto il 17 giugno 2014
no al delfinario a rimini

DELFINARIO DI RIMINI: NESSUN IMBROGLIO FACCIA RIAPRIRE UNA PRIGIONE

Il Delfinario di Rimini è stato per decenni uno dei luoghi simbolo della prigionia degli animali per intrattenimento. Luoghi dove oltre alla privazione della libertà gli animali sono sottoposti a dure sessioni di addestramento con il metodo della deprivazione alimentare (l’animale viene nutrito solo se esegue l’esercizio) e privati della dignità, esposti a rumori assordanti, stimoli e costrizioni che mai subirebbero nel loro habitat naturale.

Si tratta di spettacoli diseducativi che anche un numero crescente di psicologi ed educatori per l’infanzia considerano nocivi, che invece di incentivare il rispetto verso le altre specie veicolano un messaggio di negazione della sofferenza altrui.

Per tutti questi motivi in molti paesi del mondo i delfinari sono vietati o sono stati chiusi e molti delfini sono stati rilasciati in natura dopo un periodo di acclimatamento. In Italia invece di delfinari ne sono ancora presenti ben quattro. Fino a settembre del 2013 erano cinque, prima del sequestro dei delfini a Rimini per carenze della struttura e maltrattamento.

Ma adesso incombe su Rimini il rischio che questa prigione riapra, cambiando semplicemente animali da esibire, ma mantenendo lo stesso messaggio e la stessa sofferenza per chi vi è recluso. E vogliono farlo con un imbroglio legale, aggirando un decreto di chiusura del Ministero dell’Ambiente.

LA VICENDA FINO AD ORA

Settembre 2013 – I quattro delfini rinchiusi nel Delfinario di Rimini vengono sequestrati dal Corpo Forestale dello Stato. La struttura, da anni oggetto di proteste da parte del movimento animalista, non ha i requisiti minimi richiesti dalla legge. Vengono rilevate gravi carenze nelle condizioni di benessere, salute e igiene degli animali.

Aprile 2014 – Il Delfinario dopo aver fatto lavori strutturali annuncia riapertura a breve esibendo esemplari di leoni marini, otarie e foche. Sulla struttura appare anche il nuovo sito www.leonimarinirimini.it.

Maggio 2014 – Il Ministero dell’Ambiente nega al Delfinario la licenza di giardino zoologico e la questione pare chiusa per sempre, ma il Delfinario dichiara di poter continuare ad esercitare l’attività con autorizzazione di “spettacolo itinerante”, raggirando così il decreto di chiusura ministeriale.

Giugno 2014 – La proprietà del Delfinario annuncia a breve apertura. I leoni marini in arrivo dalla Spagna vengono però bloccati dalla Asl, che ritiene non idonea la struttura.

Il Comune di Rimini, interpellato più volte e da più parti sulla questione, nega l’autorizzazione come spettacolo itinerante in attesa di ulteriori pareri di Asl e Ministero. Il Delfinario annuncia di avere già le carte in regola, ma lo stesso assessore del Comune smentisce sui media.

Adesso l’ultima parola spetta al Ministero.

LO SPETTACOLO DEVE ANDARE AVANTI

Se non è possibile aprire i battenti con lo spettacolo degradante di animali prigionieri in piccole vasche e costretti a compiere esercizi,  un’alternativa sembrerebbe creare lo spettacolo mediatico di accusa velata verso le associazioni animaliste.

In una comunicato stampa di oggi infatti la proprietaria del delfinario, a corto di autorizzazioni per riaprire l’attività, ha cercato di mostrarsi come vittima di campagne denigratorie delle associazioni e di “reiterate condotte gravemente illecite“. Tra queste anche il posizionamento di una fantomatica microspia negli uffici del delfinario, rinvenuta il 6 giugno ma non mostrabile ai giornalisti perché Microspie nei telefoni e strani furti, spunta un corvo nel delfinario di Rimini
“la disinstallazione della microspia rimandata al giorno successivo non poteva avere luogo in quanto in orario imprecisato la stessa veniva asportata da ignoti”.

SABATO 21 GIUGNO #NOdelfinario

Abbiamo organizzato un flash mob davanti al Delfinario in collaborazione con il gruppo locale Basta delfinari e con il supporto di: Animal Equality, Animalisti FVG, Animal Liberation, Coordianmento Antispecista, Gallinae in Fabula, LAV, Oltre la Specie, Per Animalia Veritas, Vitadacani Onlus.

Durante la protesta un NO gigante, sostenuto da 90 attivisti è stato realizzato sulla spiaggia di fianco al Delfinario.

GUARDA LE FOTO

[fsg_gallery id=”14″]