Una spettacolare azione al Quirinale per la campagna Visoni Liberi

Scritto il 2 aprile 2014
azione al Quirinale per campagna Visoni Liberi

Una spettacolare azione al Quirinale per la campagna Visoni Liberi

La mattina del 31 marzo abbiamo provato un’impresa ardita: mettere in scena una spettacolare azione di disobbedienza civile di fronte al Palazzo del Quirinale, a Roma, con lo scopo di chiedere l’abolizione degli allevamenti di animali da pelliccia.

Ci siamo preparati a lungo per questa azione, con l’idea di coinvolgere i media nazionali, catturare l’attenzione delle persone e fare in modo che la politica non potesse ignorarla. L’unico mezzo per non far restare nel cassetto la legge che può chiudere gli allevamenti di visoni, contro i quali stiamo lottando da molto tempo con la campagna VISONI LIBERI.

Abbiamo così raggiunto questa piazza estremamente protetta e proibita ad ogni manifestazione con dei tripod. Si tratta di enormi treppiede, nel nostro caso alti 4 metri, utilizzati nei movimenti ecologisti e animalisti internazionali e mai prima d’ora in Italia. Abbiamo rapidamente alzato i tripod a qualche metro di distanza tra loro, due attiviste vi sono salite in un attimo e stavano per aprire un grande striscione, creando così una protesta visibile e di enorme impatto.

Una protesta pacifica ma determinata, che avrebbe mostrato a tutto il mondo il nostro messaggio
ABOLIRE GLI ALLEVAMENTI! STOP PELLICCE #IOSTOCONIVISONI

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Non avevamo però fatto i conti con l’utilizzo della forza nel fermare l’azione anche a costo di mettere a repentaglio l’incolumità delle nostre due attiviste. I nostri piani prevedevano che prima di ribaltare una struttura alta 4 metri e far cadere delle persone sarebbe passato del tempo, sarebbero forse arrivati i vigili del fuoco, si sarebbe messa in sicurezza la situazione, come viene fatto di solito in altri paesi. In quel modo avremmo avuto modo di pubblicare e diffondere la notizia, raggiungere i media con le immagini, fare un video, inviare comunicazioni a tutti i politici delle Commissioni di Senato e Camera che ancora rimandano la discussione della legge in questione, coinvolgere le persone da casa con proteste mail e sui social network.

Ma tutto questo non è potuto accadere perché le forze dell’ordine non si sono fatte scrupoli a muovere le basi dei tripod, piegarli e strattonare per i piedi le due ragazze che erano a 3 metri di altezza dal suolo. Senza voler esagerare in una tale situazione concitata e gestita in malo modo qualcuno poteva farsi male, non solo le due ragazze, ma anche qualcuno che stava sotto.

E così la nostra spettacolare azione è sfumata. O quasi. In fondo ci eravamo praticamente riusciti e abbiamo violato quella zona rossa per portare un chiaro messaggio alle istituzioni, la determinazione nel chiedere un rapido cambiamento per i visoni destinati a diventare pellicce.

La giornata si è poi conclusa come immaginavamo, nella Questura di Roma. Anche qui qualcosa però non lo avevamo previsto, la spaventosa lentezza burocratica di questi luoghi. Per far firmare un foglio a 12 persone ci sono volute 7 ore di attesa! In queste lunghe ore ci si è riposati, annoiati, divertiti, lamentati, ma soprattutto rammaricati per non essere riusciti in quella che sarebbe stata la più spettacolare azione della nostra associazione, che avrebbe forse davvero potuto muovere qualcosa e avvicinare il giorno in cui in Italia non ci saranno più visoni e cincillà uccisi nelle camere a gas.

Ma più di ogni altra cosa abbiamo chiuso la giornata con una promessa: questa battaglia non finisce qui! Siamo determinati più che mai a chiudere questi allevamenti, ma per riuscirci abbiamo anche bisogno del vostro contributo, di azione e di sostegno.

 
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