Il CIRCO non è divertente per gli ANIMALI | Estemporanee immagini di sofferenza a Cesena

Scritto il 17 marzo 2012

Il CIRCO non è divertente per gli ANIMALI
Estemporanee immagini di sofferenza a Cesena

Vogliamo rendere pubblico questo video, girato da due attivisti di Essere Animali, che hanno filmato l’esterno del circo Miranda Orfei, attendato a Cesena dal 9 al 18 marzo 2012. Le immagini provengono dal cosiddetto zoo che le impresi circensi allestiscono quando non sono in scena gli spettacoli. Fra tutti gli esseri viventi esibiti negli improvvisati recinti ci ha colpito particolarmente la condizione di un ippopotamo, vederlo in quello stato, trattato come un fenomeno da baraccone, completamente snaturato, ci ha spinto a diffondere queste immagini per fare insieme una riflessione.

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A sostegno di quanto pensiamo riportiamo alcune frasi della
Dr.ssa Giulia Bompadre, medico veterinario comportamentalista, che ha visionato il video e a cui abbiamo chiesto un’opinione:

“Osservando i filmati è evidente che, sotto la più totale indifferenza della gente, quell’essere animale ripreso in primo in piano non è in grado di soddisfare i propri bisogni fondamentali… Dal video è evidente l’isolamento sociale di questo mammifero erbivoro che in natura vive all’interno di gruppi sociali; l’inadeguatezza dell’ambiente fisico, da cui l’impossibilità di manifestare i normali comportamenti di specie; ed è perciò ragionevole supporre uno stato di stress/disagio.”

QUI la dichiarazione completa

Ma non vi è solo l’ippopotamo del circo Miranda Orfei in quelle condizioni, non vogliamo puntare il dito nello specifico contro questa impresa ma discutere dell’utilizzo stesso degli animali nei circhi. Non vogliamo parlare di normative violate nelle modalità di detenzione ma piuttosto del fatto che la cattività in quanto tale sia sempre e comunque crudele.

Il circo non è divertente per gli animali

Trascorrono quasi tutto il loro tempo in gabbia, l’unico diversivo è lo spettacolo per cui sono stati addestrati a compiere esercizi innaturali che non vorrebbero certo dover compiere a comando.
Oppure sono costretti a viaggi interminabili stipati nei containers per seguire la tournee, o ‘parcheggiati’ per strada ed esibiti ai curiosi, come l’ippopotamo del video, la cui scena si commenta a nostro avviso da sola.
Siamo convinti che ognuno abbia il buon senso di percepire quale personale tragedia investe questo animali e tutti gli altri rinchiusi nei circhi.
Esseri viventi che percepiscono le emozioni, provano paura, solitudine e dolore proprio come noi.Spesso gli addetti del circo replicano a queste osservazioni affermando che ‘vogliono bene ai loro animali’, ma non possiamo negare quella che è una realtà evidente, una verità che nel profondo tutti sappiamo: essi vorrebbero vivere liberamente la propria vita, nel proprio ambiente naturale, a contatto con i propri simili.
Altre volte viene avanzata la tesi che questi esemplari sono “costretti” alla cattività perché nati in queste condizioni, ma ciò non giustifica certo il loro utilizzo, poiché anche gli animali nati in situazioni di detenzione mantengono comunque gli istinti selvatici, repressi poi dalla cattività stessa.
Di conseguenza sarebbe più etico smettere di far accoppiare gli animali per creare nuove attrazioni viventi per l’arena del divertimento.
Speriamo che la discussione non si sposti verso una richiesta alle pubbliche amministrazioni di concedere aree più ampie ai circhi cosÏ da poter ingrandire i recinti degli zoo allestiti all’esterno. Di certo qualunque piccola miglioria delle condizioni di detenzione di questi animali non può che allietarci, ma vogliamo impegnarci per un reale cambiamento della loro situazione.

Un cambiamento che spinga verso la fine dell’utilizzo degli animali nei circhi. Un primo passo verso il rispetto di tutte le specie che popolano questo pianeta.

 
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Il circo con gli animali