18 ottobre 2011

Galline e Fagiani LIBERATI !

Riportiamo la notizia apparsa sul sito directaction.info della liberazione di 5000 fagiani da un allevamento in provincia di Como ed un video che testimonia la liberazione in Lazio di 12 galline da un allevamento a terra.

Fagiani Vengono allevati in gran numero per essere immessi nelle zone di caccia durante la stagione venatoria. Giovani e inesperti ma soprattutto abituati all’uomo diventano così facili prede dei cacciatori che per tutto il periodo di caccia li uccidono in gran numero.

La dimostrazione di quanto invasiva e sterminatrice è la caccia di questi animali sta nel fatto stesso che vengano allevati a questo scopo. La loro immissione, a migliaia, nelle campagne di tutt’Italia dimostra che ogni anno vengono completamente azzerate le popolazioni selvatiche tanto da rendere indispensabile per i cacciatori allevarne in maniera intensiva enormi gruppi.

Gli allevamenti di fagiani imprigionano diverse migliaia di uccelli in grandi campi recintati e coperti, anche nella parte superiore, da rete di plastica. All’interno di queste voliere vengono fatti crescere per alcuni mesi, nutriti con mangimi simili a quelli usati per i polli e le galline, e infine gettati di fronte ai fucili dei cacciatori.

Chiunque attraversando le campagne in questa stagione ne può scorgere a decine vagare nei campi, nei pressi delle strade trafficate e persino al limitare dei centri urbani. Osservandoli con attenzione li vedremo disorientati e incuriositi, con comportamenti che poso si addicono ad animali selvatici.Sempre prestando attenzione a questa loro presenza li vedremo calare e diventare via via meno frequenti per tutto l’inverno. Questo calo non è dovuto alla stagione fredda, come non è dovuto ai predatori naturali (anche loro praticamente scomparsi a causa della caccia e di altre attività umane). I cacciatori sono i soli responsabili della sofferenza di questi animali, dalla loro nascita in un incubatoio, passando per i mesi in cui tenteranno un volo verso il cielo interrotto dalle reti dell’allevamento, fino al momento in cui si troveranno braccati, terrorizzati e infine uccisi da una scarica di proiettili di piombo.

È quindi con gioia che apprendiamo che cinquemila di loro hanno avuto la possibilità di vivere una vita libera. Una vita che ci auguriamo non debba venir interrotta da un umano annoiato che decide di impiegare il suo tempo libero per uccidere altri animali. Perché, non ci stancheremo mai di ripeterlo, chi caccia uccide.

 Fonte: directaction.info
5000 fagiani sono stati liberati dall’allevamento “Roncone”
a Figino Serenza (CO), durante la settimana dal 3 al 7
ottobre. Da quanto riportano i media le reti sono state
tagliate, permettendo agli animali di volare via.
L’allevamento vende i fagiani alle riserve di caccia.

 

Galline In questi giorni il gruppo animalista OCSA ha reso pubblico un video che gli è stato recapitato tramite posta elettronica.

Il video testimonia la liberazione di 12 galline da un allevamento a terra e mostra in quali condizioni questi animali vengono detenuti.

Da qualche anno l’industria avicola sta cercando di ripulirsi la facciata trasformando parte della produzione di uova da allevamento in batteria ad allevamento a terra. Quello che viene pubblicizzato come un sistema più umano di allevamento altro non è che un ridicolo tentativo di coprire la brutalità degli allevamenti e di renderli più accettabili al pubblico distratto. L’allevamento a terra infatti è ancora una volta un annullamento dell’individuo. È ancora una misera e drammatica segregazione di massa e infine uno sterminio sistematico e pianificato. La sua diversità con l’allevamento in batteria sta solo nel tipo di sofferenza che gli animali patiscono. Anziché posare le loro zampe tra le maglie metalliche di una gabbia le affondano tra gli escrementi di migliaia di loro simili nelle stesse loro condizioni; anziché condividere uno spazio angusto con altre tre o quattro “compagne di cella” sono ammassate l’una sull’altra a decine di migliaia dentro un capannone. Se quelle che vengono passate come diversità non sono poi così diverse, le similitudini sono invece evidenti. Come quelle allevate in batteria hanno il destino segnato, quando produrranno meno uova verranno caricate su un camion e portate al macello. Come quelle in batteria vengono fatte nascere in celle riscaldate in un incubatoio, viene loro mutilato il becco e “selezionate in base al sesso” (significa che tutti i nati maschi vengono uccisi immediatamente dopo la schiusa). Come quelle in batteria non vedranno mai la luce del sole né potranno mai calpestare un prato o razzolare per cercarsi il cibo.

Per chi non può tollerare che degli esseri viventi siano costretti ad una vita da macchine produttive, l’allevamento a terra non è migliore da tante altre forme di schiavitù in cui degli individui vengono privati di ogni cosa per soddisfare i bisogni della specie umana.

Fonte: ocsanimal.org

 

 

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